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08/11/2025

La bolla che rende nervoso Trump

di Alessandro Volpi

L’isteria di Trump ha a che fare con i decisi segnali di una profonda crisi economica e finanziaria.

La bolla dell’Intelligenza Artificiale continua a gonfiarsi, alimentata da due elementi assai insidiosi. Il volume degli investimenti annunciati dalle principali Big Tech è enorme, a fronte di risultati reali decisamente più modesti; tali annunci sono resi possibili però da una gigantesca emissione di obbligazioni, pari a circa 180 miliardi di dollari in pochi mesi, acquistate in larga parte dai grandi fondi finanziari, azionisti delle stesse Big Tech, in direzione delle quali continuano a far convergere il risparmio globale con una moltitudine di strumenti finanziari.

Quindi, grandi programmi di investimento, grandi emissioni obbligazionarie acquistate in primis dalle Big Three e grandi acquisti, sempre ad opera delle Big Threee di azioni delle società dell’IA. Così Nvidia è arrivata a valere oltre 5000 miliardi di dollari, con un rapporto tra prezzo e utili assolutamente inconcepibile.

È evidente però che l’economia reale non ha bisogno solo di liquidità che gonfia la bolla, ma di acquisti reali, di consumatori in carne ed ossa che comprano i prodotti altrimenti la bolla, appunto, non tiene.

Le prime indicazioni, in tal senso, provengono dal mondo del lavoro USA dove sono spariti rapidamente 1 milione di posti di lavoro, in larga parte scomparsi nel settore dell’Intelligenza artificiale e non certo solo per la volontà di sostituire la manodopera con la stessa IA.

Senza lavoro e senza consumi anche il più raffinato e potente capitalismo finanziario rischia il tracollo, anche perché il suo livello di concentrazione è diventato enorme: una decina di società – big tech appunto – valgono oltre il 30% dell’intero listino S&P 500.

Alla luce di ciò l’esplosione di una simile bolla sarebbe devastante, come dimostrano i numeri: nel 2009 il risparmio gestito dai grandi fondi finanziari era pari a 52 mila miliardi di dollari, oggi siamo a 128 mila miliardi, come detto concentrati in una manciata di titoli.

Il risparmio occidentale è stato finanziarizzato, concentrato e ora è a rischio perché stanno crollando i consumi e il lavoro viene sempre meno retribuito e scompare. In questa vicenda c’è un particolare capitolo italiano.

La bolla americana sta per esplodere anche perché i crediti di molte società, in particolare della componentistica auto e dell’Intelligenza Artificiale, sono stati cartolarizzati da alcuni grandi fondi, a cominciare da KKR, oggi in grande tensione.

Bene (meglio: molto male), KKR possiede il 60% della società che controlla la rete fissa italiana...

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