Il Tribunale del Riesame di Genova ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia (API), e altri tre suoi collaboratori, confermando la misura detentiva e respingendo le istanze della difesa dopo il recente pronunciamento della Corte di Cassazione, che aveva annullato il provvedimento di dicembre.
“La raccolta sistematica di denaro – scrive la presidente del Tribunale, Marina Orsini – non è fatta da soggetti estranei all’associazione terroristica (Hamas, ndr), spinti dalla situazione emergenziale della guerra come vorrebbe sostenere la difesa nelle sue memorie agli atti, ma da parte di soggetti che partecipano all’associazione stessa, ne condividono le finalità anche terroristiche e si attivano dunque per finanziarla, tanto da riuscire a farlo costantemente per molti anni”.
Ricordiamo che questi soggetti considerati non estranei ad Hamas hanno ricevuto fondi anche dall’OPEC e dall’ONU, e che la natura “terroristica” è indicata solo da Israele. La Cassazione aveva effettivamente sottolineato come la decisione del Riesame non poteva essere fondata su indeterminate fonti aperte e, nei fatti, sugli elementi arrivati da Tel Aviv per costruire un teorema giudiziario repressivo.
La Cassazione aveva inoltre chiesto che venisse chiarito se le charities coinvolte “rappresentino mero ‘schermo’ fittizio del finanziamento di atti terroristici; ovvero se, qualora le charities siano invece esistenti ed impegnate nel settore del welfare per conto di Hamas o gestito da Hamas, tale settore sia comunque funzionale, in tutto o in parte, al compimento degli obiettivi terroristici della stessa Hamas”.
Insomma, anche un qualche legame con la forza politica presente a Gaza non basterebbe per parlare di terrorismo. Basti pensare che tra le prove a sostegno di questo tipo di finalità viene portata l’adozione di 21 orfani di combattenti di Hamas, avvenuta in un periodo, quello tra il 2021 e il 2024, in cui il totale delle adozioni è stato superiore alle mille. Se adottare 21 bambini, a prescindere da quel che facevano i genitori e da quel che si pensa di Hamas, è terrorismo, si capisce la natura del procedimento in corso.
E tuttavia, l’istanza di scarcerazione è stata rigettata in seguito al ricorso della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo (DDA). In particolare, per i giudici di Genova Hannoun deve rimanere in carcere perché ci sarebbe pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. In sostanza, viene tenuto in galera perché la realtà non si adatta alla costruzione penale di Israele, allungatasi fino alle aule italiane.
I legali che assistono Hannoun e gli altri palestinesi hanno già annunciato un ulteriore ricorso in Cassazione, che deve essere presentato entro dieci giorni. La difesa contesta che i rilievi della Cassazione non sono stati recepiti, continuando a insistere sull’atteggiamento degli indagati e su ipotetici finanziamenti al terrorismo, senza portare un impianto probatorio nelle forme richieste e riproponendo in larga parte le precedenti motivazioni.
Intanto, l’API e le Donne Palestinesi, consapevoli dell’aria che tirava da Genova, avevano già chiamato un presidio di solidarietà con i detenuti, che si svolgerà oggi, alle ore 18, in San Babila, a Milano. Non è accettabile che la longa manus sionista diriga le indagini italiane, ed è importante ribadire in piazza la contrarietà all’ingiustizia che sta venendo commessa.
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27/12/2025
L’azione a senso unico del governo italiano: i terroristi sono i palestinesi
Nuovo attacco alle organizzazioni palestinesi presenti in Italia con l’arresto di nove persone, con la solita accusa di sostenere Hamas. Questa volta gli elementi a carico sarebbero i finanziamenti che queste associazioni avrebbero inviato direttamente o indirettamente all’organizzazione combattente palestinese. Non siamo ovviamente in grado di entrare nel merito dell’inchiesta giudiziaria ma il dato che balza agli occhi è sempre lo stesso: la completa sudditanza del governo italiano alle operazioni militari del governo genocida di Netanyahu. Mentre è sempre più esplicita la collaborazione con Israele sul piano economico e militare, con una fitta di rete di interscambi commerciali ma anche sul piano della compravendita di armamenti, le forze di polizia italiane sono attive per colpire il mondo della diaspora palestinese, immancabilmente accusato di terrorismo.
Il ministro Piantedosi si è ben guardato dall’indagare su quei cittadini italiani con doppio passaporto israeliano che avrebbero partecipato come militari al genocidio dei palestinesi, nonostante le interrogazioni parlamentari. Né si è preoccupato di intervenire a proposito delle vacanze italiane di militari israeliani, segnalate sui media in diverse occasioni, con tanto di protezione della polizia italiana. Il dato più evidente è che il genocidio dei palestinesi viene derubricato a diritto di Israele a difendersi mentre la resistenza del popolo palestinese è indiscutibilmente definita terrorismo.
Naturalmente dietro queste operazioni di polizia si cela anche l’intento di mettere la museruola al movimento di solidarietà con la Palestina, che negli ultimi mesi ha dato un’ampia dimostrazione di incontrare il sostegno di larga parte del Paese. Mentre sul genocidio in atto i riflettori mediatici si sono spenti, è forte l’amplificazione della notizia degli arresti, per lasciar intendere che i milioni di italiani scesi in piazza siano stati manipolati dal terrorismo.
Ma il terrorismo di cui siamo tutti vittime è quello di Israele e dei suoi alleati, complici del massacro della popolazione palestinese e oggi mobilitati in una impressionante campagna generale di riarmo.
Gli arresti di oggi puzzano di complicità con il governo di Netanyahu: quando arresteranno i vertici della Leonardo per le armi vendute ad Israele?
Unione Sindacale di Base
Fonte
Il ministro Piantedosi si è ben guardato dall’indagare su quei cittadini italiani con doppio passaporto israeliano che avrebbero partecipato come militari al genocidio dei palestinesi, nonostante le interrogazioni parlamentari. Né si è preoccupato di intervenire a proposito delle vacanze italiane di militari israeliani, segnalate sui media in diverse occasioni, con tanto di protezione della polizia italiana. Il dato più evidente è che il genocidio dei palestinesi viene derubricato a diritto di Israele a difendersi mentre la resistenza del popolo palestinese è indiscutibilmente definita terrorismo.
Naturalmente dietro queste operazioni di polizia si cela anche l’intento di mettere la museruola al movimento di solidarietà con la Palestina, che negli ultimi mesi ha dato un’ampia dimostrazione di incontrare il sostegno di larga parte del Paese. Mentre sul genocidio in atto i riflettori mediatici si sono spenti, è forte l’amplificazione della notizia degli arresti, per lasciar intendere che i milioni di italiani scesi in piazza siano stati manipolati dal terrorismo.
Ma il terrorismo di cui siamo tutti vittime è quello di Israele e dei suoi alleati, complici del massacro della popolazione palestinese e oggi mobilitati in una impressionante campagna generale di riarmo.
Gli arresti di oggi puzzano di complicità con il governo di Netanyahu: quando arresteranno i vertici della Leonardo per le armi vendute ad Israele?
Unione Sindacale di Base
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04/05/2018
Il regalo di Martina alla Bayer: pesticidi neonicotinoidi a tappeto nel Salento
Un provvedimento governativo impone un attacco chimico senza precedenti ad una delle terre più amate d’Italia, meta turistica di tutta Europa, al suo ecosistema e alla sua biodiversità, alla sua economia basata su cibo genuino e bellezze naturali, alla popolazione nativa e alle tante persone che in questi anni hanno scelto di trasferirsi proprio per la peculiarità del rapporto tra natura e cultura. A rischio perfino le certificazioni biologiche del territorio: anche Aiab, il principale organismo di controllo bio italiano, prende posizione. Dove sono le evidenze scientifiche dei benefici dell’Imidacloprid rispetto al disseccamento degli ulivi, tanto da bilanciare i suoi costi? Oppure si tratta di finire le scorte di questo pericoloso pesticida della Bayer, visto che dal 2019 sarà vietato in tutta Europa?
Di regali alle multinazionali gli ultimi due governi fotocopia di finta-sinistra ne hanno fatti tanti, ma forse questo è il più spettacolare di tutti: con la scusa della Xylella o forse proprio grazie al fatto di essere riusciti a propagare questo batterio in Salento (ma non si hanno elementi per stabilire con certezza condivisa né le origini né la reale portata del batterio), il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ha imposto a partire dal 2 maggio, per decreto, l’utilizzo a tappeto di pesticidi neonicotinoidi in tutto il Salento, per il periodo maggio-dicembre.
Gli stessi neoenicotinoidi sono ormai riconosciuti come pericolosi “apicidi”. Ma la cosa assurda e davvero sensazionale è che pochi giorni fa, il 27 aprile, “i paesi membri dell’Ue hanno approvato la richiesta della Commissione di porre fine all’utilizzo nei campi all’aperto dei tre neonicotinoidi nocivi a partire dalla fine del 2018, consentendone l’uso solo in serra.” [da E’ arrivato lo stop ai pesticidi]
E’ dunque, il decreto Martina, un risarcimento alla Bayer, imposto esattamente nella finestra di tempo che rimane prima dell’attuazione delle decisioni europee? Non è forse arrivato il momento di voltare pagina e riflettere su quello che sta succedendo a questa sinistra geneticamente modificata che fornisce e promuove servitù coatte al capitalismo finanziario? Maurizio Martina è l’attuale reggente del PD, ricordiamo.
Non è arrivato il momento di svegliarsi dall’assuefazione del “popolo della sinistra” ad uno scientismo criminale applicato pavlovianamente e fideisticamente a tutta l’esistenza, con la giustificazione di emergenze inventate sui media e puntuali come un orologio, e con soluzioni peggiori dei problemi, ogni volta che c’è un investimento da fare da parte di un colosso economico?
Invece di vomitare bile ogni giorno contro i vegani e l’omeopatia per sfogare le sue psicosi, non sarebbe ora che l’uomo medio civile uscisse dal silenzio complice di crimini planetari e aprisse gli occhi sulla devastazione dei territori, in questo caso di un Salento già martoriato da altre follie criminali quali Tap e discariche abusive?
Ci rendiamo conto che il vassallaggio dei governi di centrosinistra a tutto questo, ogni giorno, non fa che alimentare fascisti e sovranisti, a cui viene servita su un piatto d’argento ogni giorno materia per il loro finto gioco anti-sistema?
Come può essere accettabile per il senso comune, e per un senso comune “progressista”, l’imposizione di un avvelenamento alle persone, alla biodiversità e a tutto il territorio, ma soprattutto ai danni di chi da anni e decenni pratica forme di salvezza del mondo, agricoltura naturale, stili di vita sostenibili e altri mondi possibili rispetto alla necrosi capitalista? E gli esempi virtuosi in Salento sono innumerevoli, oltre al fatto che ad essere in pericolo è la stessa salubrità del territorio e la sua economia basata principalmente, appunto, sulle risorse naturali.
Siamo tutti a favore dell’ambiente e della salute? Forse no, c’è chi lo dice e c’è chi lo pratica. E c’è chi invece di avere un atteggiamento critico nei confronti dell’informazione – come se non bastassero decenni di strategia della tensione e stragi di stato insabbiate – urla “fake news” ogni qualvolta qualcuno tenti di indagare sugli intrighi, le incongruenze o le palesi falsità di versioni ufficiali a dir poco traballanti. In nome di una fede scientista che ha ormai abdicato anche allo stesso metodo scientifico e che considera oggettive informazioni e visioni del mondo provenienti da imbarazzanti siti antibufala, divulgatori scientifici assunti direttamente dalle multinazionali e testate giornalistiche colluse con gli interessi dei loro stessi finanziatori.
Denunciare un governo che in Europa vota a favore, insieme ad altri governi, per bandire una sostanza chimica, e negli stessi giorni impone su un suo territorio l’utilizzo della stessa sostanza non è complottismo ma è ovvietà, è senso di giustizia, è capacità di vedere un paradosso logico, è buon senso sociale che dovrebbe avere ogni sincero democratico, se le sue idee non fossero state oscurate dal senso comune che oggi giustifica qualsiasi decisione in nome di una scienza che ovviamente non è più tale, ma è una parola-feticcio svuotata di senso e utilizzata per imporre un’ideologia. Il re è nudo e cammina per strada tranquillamente, tanto il popolo non lo vede perché ha i paraocchi tecnologici ed è imbottito di psicofarmaci. Altro che Medioevo, questo è il controllo biopolitico arrivato al suo stadio finale.
Leggi qui il Manifesto per l’agricoltura naturale nel Salento
Ma se si vuole arrivare, come in questo caso, non solo a deridere e denigrare socialmente, ma anche a rendere fisicamente impossibile la vita a chi pratica il cambiamento, non siamo forse vicini ad un punto di non ritorno per questo sistema sociale ed economico, e per questa fiction mediatica autoritaria e violenta chiamata – altro feticcio svuotato di senso – democrazia? O dobbiamo desertificare prima l’intero sistema Terra, in nome del nostro stile di vita e del profitto capitalista? Le alternative esistono, da decenni, alcune da millenni, ma ora sono ufficialmente sotto attacco. Ora è emergenza.
O forse, semplicemente, le cose stanno inevitabilmente cambiando, troppe persone sono ormai consapevoli dell’insostenibilità di un sistema come questo, anche se nella “politica” ufficiale esistono poche “sponde” per rappresentarle. E’ per questo che il delirio reazionario scientista sta usando tutte le sue armi per difendere il modello capitalista, anche le più assurde?
Il decreto Martina del 13 febbraio è leggibile sul Numero 80 della Gazzetta Ufficiale
Riportiamo di seguito l’articolo dal sito di Telerama, emittente locale salentina, che mette in luce la schizofrenia del governo italiano che ha votato in pochi giorni a favore della messa al bando dei pesticidi neonicotinoidi, e subito dopo a favore del loro utilizzo in Salento.
Fonte
Di regali alle multinazionali gli ultimi due governi fotocopia di finta-sinistra ne hanno fatti tanti, ma forse questo è il più spettacolare di tutti: con la scusa della Xylella o forse proprio grazie al fatto di essere riusciti a propagare questo batterio in Salento (ma non si hanno elementi per stabilire con certezza condivisa né le origini né la reale portata del batterio), il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ha imposto a partire dal 2 maggio, per decreto, l’utilizzo a tappeto di pesticidi neonicotinoidi in tutto il Salento, per il periodo maggio-dicembre.
Gli stessi neoenicotinoidi sono ormai riconosciuti come pericolosi “apicidi”. Ma la cosa assurda e davvero sensazionale è che pochi giorni fa, il 27 aprile, “i paesi membri dell’Ue hanno approvato la richiesta della Commissione di porre fine all’utilizzo nei campi all’aperto dei tre neonicotinoidi nocivi a partire dalla fine del 2018, consentendone l’uso solo in serra.” [da E’ arrivato lo stop ai pesticidi]
E’ dunque, il decreto Martina, un risarcimento alla Bayer, imposto esattamente nella finestra di tempo che rimane prima dell’attuazione delle decisioni europee? Non è forse arrivato il momento di voltare pagina e riflettere su quello che sta succedendo a questa sinistra geneticamente modificata che fornisce e promuove servitù coatte al capitalismo finanziario? Maurizio Martina è l’attuale reggente del PD, ricordiamo.
Non è arrivato il momento di svegliarsi dall’assuefazione del “popolo della sinistra” ad uno scientismo criminale applicato pavlovianamente e fideisticamente a tutta l’esistenza, con la giustificazione di emergenze inventate sui media e puntuali come un orologio, e con soluzioni peggiori dei problemi, ogni volta che c’è un investimento da fare da parte di un colosso economico?
Invece di vomitare bile ogni giorno contro i vegani e l’omeopatia per sfogare le sue psicosi, non sarebbe ora che l’uomo medio civile uscisse dal silenzio complice di crimini planetari e aprisse gli occhi sulla devastazione dei territori, in questo caso di un Salento già martoriato da altre follie criminali quali Tap e discariche abusive?
Ci rendiamo conto che il vassallaggio dei governi di centrosinistra a tutto questo, ogni giorno, non fa che alimentare fascisti e sovranisti, a cui viene servita su un piatto d’argento ogni giorno materia per il loro finto gioco anti-sistema?
Come può essere accettabile per il senso comune, e per un senso comune “progressista”, l’imposizione di un avvelenamento alle persone, alla biodiversità e a tutto il territorio, ma soprattutto ai danni di chi da anni e decenni pratica forme di salvezza del mondo, agricoltura naturale, stili di vita sostenibili e altri mondi possibili rispetto alla necrosi capitalista? E gli esempi virtuosi in Salento sono innumerevoli, oltre al fatto che ad essere in pericolo è la stessa salubrità del territorio e la sua economia basata principalmente, appunto, sulle risorse naturali.
Siamo tutti a favore dell’ambiente e della salute? Forse no, c’è chi lo dice e c’è chi lo pratica. E c’è chi invece di avere un atteggiamento critico nei confronti dell’informazione – come se non bastassero decenni di strategia della tensione e stragi di stato insabbiate – urla “fake news” ogni qualvolta qualcuno tenti di indagare sugli intrighi, le incongruenze o le palesi falsità di versioni ufficiali a dir poco traballanti. In nome di una fede scientista che ha ormai abdicato anche allo stesso metodo scientifico e che considera oggettive informazioni e visioni del mondo provenienti da imbarazzanti siti antibufala, divulgatori scientifici assunti direttamente dalle multinazionali e testate giornalistiche colluse con gli interessi dei loro stessi finanziatori.
Denunciare un governo che in Europa vota a favore, insieme ad altri governi, per bandire una sostanza chimica, e negli stessi giorni impone su un suo territorio l’utilizzo della stessa sostanza non è complottismo ma è ovvietà, è senso di giustizia, è capacità di vedere un paradosso logico, è buon senso sociale che dovrebbe avere ogni sincero democratico, se le sue idee non fossero state oscurate dal senso comune che oggi giustifica qualsiasi decisione in nome di una scienza che ovviamente non è più tale, ma è una parola-feticcio svuotata di senso e utilizzata per imporre un’ideologia. Il re è nudo e cammina per strada tranquillamente, tanto il popolo non lo vede perché ha i paraocchi tecnologici ed è imbottito di psicofarmaci. Altro che Medioevo, questo è il controllo biopolitico arrivato al suo stadio finale.
Leggi qui il Manifesto per l’agricoltura naturale nel Salento
Ma se si vuole arrivare, come in questo caso, non solo a deridere e denigrare socialmente, ma anche a rendere fisicamente impossibile la vita a chi pratica il cambiamento, non siamo forse vicini ad un punto di non ritorno per questo sistema sociale ed economico, e per questa fiction mediatica autoritaria e violenta chiamata – altro feticcio svuotato di senso – democrazia? O dobbiamo desertificare prima l’intero sistema Terra, in nome del nostro stile di vita e del profitto capitalista? Le alternative esistono, da decenni, alcune da millenni, ma ora sono ufficialmente sotto attacco. Ora è emergenza.
O forse, semplicemente, le cose stanno inevitabilmente cambiando, troppe persone sono ormai consapevoli dell’insostenibilità di un sistema come questo, anche se nella “politica” ufficiale esistono poche “sponde” per rappresentarle. E’ per questo che il delirio reazionario scientista sta usando tutte le sue armi per difendere il modello capitalista, anche le più assurde?
Il decreto Martina del 13 febbraio è leggibile sul Numero 80 della Gazzetta Ufficiale
Riportiamo di seguito l’articolo dal sito di Telerama, emittente locale salentina, che mette in luce la schizofrenia del governo italiano che ha votato in pochi giorni a favore della messa al bando dei pesticidi neonicotinoidi, e subito dopo a favore del loro utilizzo in Salento.
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