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domenica 31 luglio 2016

Russia e Cina contro il sistema missilistico in Corea del Sud

Secondo il programma, si terranno solo il prossimo settembre, ma già il loro annuncio da parte del Ministero della difesa cinese ha sollevato le proteste del Dipartimento di stato. Le manovre navali russo-cinesi in un bacino da sempre strategico e, ultimamente, divenuto anche “caldo”, quale il mar Cinese Meridionale, sembrano costituire la bestia nera di Washington sul fronte estremorientale, pur se, a detta del portavoce del Dipartimento di stato, John Kirby, “le esercitazioni congiunte erano prevedibili e attese”. La contesa con le Filippine a proposito di alcuni arcipelaghi e la “sentenza” de L’Aja, con cui si afferma che Pechino non ha “diritti storici” praticamente sull’85% del bacino del mar Cinese Meridionale, paiono in effetti solo la maschera con cui gli Stati Uniti avanzano le proprie pretese sull’intera regione, a partire dalla penisola coreana, fino a quella indocinese. In ogni caso, la Cina non riconosce il verdetto de L’Aja, dal momento che la causa era stata avanzata unilateralmente da Manila e il Ministero degli esteri cinese, mentre ricorda che gli USA non hanno mai sottoscritto la convenzione ONU sul diritto marittimo, consiglia agli Stati Uniti di “smettere di caldeggiare l’illegale decisione dell’arbitrato e cessare di provocare incidenti nel mar Cinese Meridionale, troncare dichiarazioni e azioni contrarie alla sovranità e agli interessi della sicurezza cinese”.

A livello interno cinese, pare che lo sdegno per l’ingerenza USA nella questione delle isole contese, sia giunto al boicottaggio di massa di merci statunitensi e a campagne in cui si esortano i cittadini cinesi a portare al macero i propri strumenti elettronici USA.

La questione del mar Cinese Meridionale, si è inasprita ulteriormente dopo l’annuncio di Washington sull’installazione nella Corea del Sud del sistema missilistico THAAD. Oggi, il Renmin Ribao ricorda come questo “sia uno dei più avanzati sistemi di difesa missilistica al mondo, progettato per l’intercettazione di missili a corto e medio raggio ad una quota molto alta, extra-atmosferica. Rapportato ai missili nordcoreani, è come voler uccidere le zanzare a colpi di fucile”. Dunque, come chiedeva retoricamente oggi un twitter dell’agenzia Xinhua, “Quale pensate sia il paese obiettivo finale del THAAD dislocato in Corea del Sud?”. In caso di conflitto con il Sud, scrive il Renmin Ribao, “l’artiglieria nordcoreana è più che sufficiente, mentre sui 900 km dal punto più settentrionale a quello più meridionale della penisola, il THAAD è inutile”. Dunque, “le affermazioni secondo cui il sistema è diretto contro la minaccia nucleare nordcoreana e non contro paesi terzi, non sono che menzogne insostenibili. Il dispiegamento del THAAD in Corea del Sud non solo stimola lo sviluppo del programma nucleare della Corea del Nord, ma compromette anche l’equilibrio strategico, minaccia la pace e la stabilità nell’Asia nordorientale”, scrive l’organo del PCC.

L’agenzia Xinhua ricorda che le preoccupazioni circa il THAAD erano state ribadite ieri in un comunicato congiunto russo-cinese, al termine di colloqui a Mosca tra l’assistente del Ministro degli esteri cinese Kong Xuanyou e il vice Ministro degli esteri russo Igor Morgulov, secondo cui “tale azione unilaterale e non costruttiva degli Stati Uniti ha effetti negativi per l’equilibrio strategico, la sicurezza e la stabilità della regione e del mondo”. Le parti, scrive Xinhua, hanno convenuto di rafforzare il coordinamento, per affrontare al meglio gli sviluppi negativi e garantire la sicurezza strategica di Cina, Russia e altri paesi della regione. Kong e Morgulov hanno ribadito che Russia e Cina continueranno a ricercare la soluzione della questione nucleare nella penisola coreana attraverso il dialogo e i negoziati a sei – Cina, due Coree, Russia, USA e Giappone –, un formato di colloqui, come riportava ieri l’agenzia sudcoreana Yonhap, ribadito anche lo scorso 26 luglio al vertice dell’ASEAN a Vientiane.

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