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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

12/03/2017

Napoli in piazza. La polizia, tanto per cambiare, carica

Preparata da giorni e giorni di iniziative, assemblee, prese di posizione, occupazioni simboliche e reali, Napoli si è riversata nelle piazze per rifiutare la presenza di Salvini. Nonostante la surreale sortita del ministro dell’interno, l’ex Pci-Pds-Ds-Pd Minniti, che ha imposto all’ente gestore della Mostra d’Oltremare di confermare lo spazio del Palacongressi – occupato ieri – a disposizione del provocatore fascioleghista.

In una splendida giornata di sole, ragazzi, lavoratori, gente dei quartieri, si è presentata a migliaia in piazza Sannazzaro, percorrendo poi la Galleria delle Quattro Giornate che collega Mergellina con Fuorigrotta,

A conferma che Salvini è odiato anche dalle sue parti, nel corteo sono presenti tifosi della curca dell’Atalanta e anche i rappresentanti dei centri sociali di Bergamo. Tra i cori intonati anche 'Un giorno all'improvviso', molto comune negli stadi, e soprattutto 'Bella Ciao'.

Il sindaco della città si è schierato nettamente con i manifestanti e contro l’ukaze gorvantovo di Minniti: "Lo Stato ha deciso di far prevalere il capriccio di Salvini di voler fare la sua manifestazione alla Mostra d'Oltremare", ha dichiarato Luigi De Magistris. L'ex pm spiega: "Nessuno ha tolto il diritto di parola a Salvini, che in alcune sue dichiarazioni fa apologia del fascismo, ma non possiamo consentire che un'articolazione del Comune sia nella sua disponibilità". La Mostra l’Oltremare, infatti, è parte del patrimonio comunale, ma il ministro non ha ritenuto necessario neanche avvertire il sindaco per chiedere il suo parere. Come per il commissariamento di Bagnoli, insomma, voluto da Renzi per fare un favore a Caltagirone (editore tra l’altro de Il Mattino, di Napoli, il giornale che pochi giorni fa ha invitato ufficialmente Salvini per una intervista-forum, scatenando le prime contestazioni di piazza).

La manifestazione della Lega "si poteva fare ovunque con le medesime garanzie di ordine e sicurezza. Questo reiterare in modo pervicace l'idea di volere la Mostra contro la volontà dell'Amministrazione e della maggioranza non aiuta. Io e la mia Amministrazione siamo convintamente democratici e a difesa della Costituzione, motivo per cui siamo contro Salvini". "Sono metodi utilizzati all'epoca dell'emergenza rifiuti per le discariche ma non voglio ritenere che la Mostra sia una discarica e non posso ritenere che Salvini sia considerato un rifiuto proveniente dal Nord", in merito all'ordinanza prefettizia sull'iniziativa di Salvini. "Respingiamo dal punto di vista politico e istituzionale il provvedimento emesso dal Governo". Secondo de Magistris, c'era "la possibilità di contemplare tutte le esigenze individuando un'altra location".

Molto solare e allegro l’inizio della manifestazione, invece, con una ruspa in bella mostra per ricordare al fascioleghista che, se proprio insiste, anche Napoli e tutto il Mezzogiorno sono pronti ad asfaltarlo. Intanto negandogli i voti che si illude di poter trovare attraverso le vecchie clientele democristiane e camorristiche che stanno mollando – ance loro – il Pd napoletano.

Al segretario della Lega, Matteo Salvini, "consegneremo oggi un foglio di via popolare" hanno annunciato rappresentanti dei collettivi in una improvvisata conferenza stampa, in piazza del Plebiscito, dinanzi alla Prefettura di Napoli. A scendere in piazza "sarà innanzitutto il popolo; un popolo che Salvini a Napoli non lo vuole".

Poi il corteo si è mosso in direzione della Mostra d’Oltremare, presidiata da centinaia di agenti in assetto anti-sommossa all'ingresso di Viale Kennedy e lungo le altre vie laterali. Salvini, davanti a una platea riempite solo grazie a qualche pullman di pugliesi e calabresi non si sa come "precettati" (non si trovava, alle ore 18, neanche una foto sui media mainstream), spara le sue scemenze e nessuno se lo fila. In piazza anche assessori comunali come Alessandra Clemente, Ciro Borriello, consiglieri comunali, e il presidente del consiglio comunale Sandro Fucito. Presente anche il presidente della terza municipalità Ivo Poggiani.

Quando il corteo si è affacciato in piazzale Tecchio sono partiti lacrimogeni e getti con gli idranti, nell’inutile tentativo di “convincere” i manifestanti antifascisti a retrocedere. La risposta è, come spesso accade, improvvisata con quel che ci si trova tra le mani in strada: sassi, bastoni ricavati da qualche cartellone, petardi e fumogeni da stadio.

Col passare dei minuti le cariche sono diventate più dure. E a dimostrazione di un piano preparato a tavolino, sono partite squadre di agenti evidentemente addestrate per una sorta di "caccia all'uomo".

A memoria di manifestante napoletano, "è la prima volta che un corteo viene inseguito per chilometri, con idranti e lanci di lacrimogeni"...

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