La scure della giustizia egiziana si è abbattuta ancora sul movimento
islamico dei Fratelli Musulmani, messo fuorilegge dal presidente Abd
al-Fattah as-Sisi nel dicembre del 2013, dopo che l’esercito ha deposto
(luglio 2013) con un golpe il presidente eletto Mohammed Morsi,
esponente della Fratellanza e anch’egli in carcere assieme a centinaia
di sostenitori.
Un tribunale egiziano oggi ha confermato la condanna a morte
della guida spirituale del movimento islamico, Mohammed Badie (71 anni),
assieme ad altre 12 persone, tutti accusati di avere pianificato
attacchi contro lo Stato. Badie era stato condannato lo scorso marzo e
la sentenza odierna è appellabile in Cassazione, ultimo grado di
giudizio.
Gli eventi a cui si fa riferimento sono le proteste scoppiate nel
paese dopo la deposizione del presidente islamista Mohammed Morsi. Le
forze di sicurezza allora repressero con durezza i sit-in dei
sostenitori della Fratellanza uccidendone a centinaia. Una repressione
che ha avuto al momento il suo apice in piazza Rabaa al-‘Adawiya il 14 agosto del 2013, dove almeno 600 persone sono state uccise dalle forze di sicurezza.
Il tribunale ha comminato anche 23 condanne all’ergastolo per
altrettanti imputati, tra cui Mohamed Soltan, che detiene passaporto
statunitense, figlio del predicatore della Fratellanza Salah Soltan che
in vece è tra i condannati alla pena capitale.
Dopo il golpe del luglio del 2013, al Sisi ha stretto la morsa sulla
Fratellanza e ha emanato, in assenza di Parlamento, leggi liberticide,
tra cui quella anti-terrorismo, che hanno imbavagliato la stampa e hanno
limitato in maniera drastica la libertà di espressione e di
manifestazione. I tribunali militari hanno giurisdizione sulle strutture
pubbliche del paese e decine di cittadini sono giudicati dai togati in
divisa.
Fonte
Il regime egiziano prosegue con cecità assoluta sulla propria strada, hai voglia poi a parlare di lotta al terrorismo quanto spingi un'intera porzione di società ad abbracciare il fucile per far sentire la propria voce.
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