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martedì 21 maggio 2013

Mercati in allarme. E se la Fed smette di stampare dollari?

Certi segnali sono illuminanti. I "mercati" (le borse, la speculazione) sono in questi giorni un po' in fibrillazione. La loro paura? Che la Fed possa ridurre il flusso di nuovi dollari freschi di stampa.

L'azionario europeo - riferisce la Reuters - dovrebbe oggi partire in calo sui timori che la Federal Reserve possa cominciare a rallentare il programma di riacquisto di bond.

Dopo i recenti rally gli investitori trovano la scusa per prendere beneficio dai massimi di cinque anni. Traduzione: i prezzi di azioni e obbligazioni sono cresciuti tantissimo, a dispetto dell'economia globale stagnante, perché Fed e Boj (giapponese) hanno inondato i mercati di liquidità; ovvero hanno prestato denaro appena stampato a tasso zero agli "investitori istituzionali" (banche, assicurazioni, fondi di investimento, ecc). Adesso che i prezzi sono al record provvedono a vendere, in modo da "monetizzare" i guadagni e poter passare ad altri investimenti finanziari. Per questo, anche i valori di borsa, calano.

Domani il governatore della Fed Ben Bernanke terrà un'audizione al Congresso, un appuntamento molto atteso dopo che diversi funzionari della banca centrale Usa hanno alimentato la speculazione che possano essere attenuate le misure di stimolo all'economia.
Se la Fed dovesse decidere di stoppare o ridurre le "iniezioni di liquidità" (85 miliardi al mese, da settembre ad oggi), comincerebbe la "correzione" borsistica, ovvero calo generalizzato.

Nuova traduzione: un drogato chiede dosi sempre maggiori della stessa roba, altrimenti va "a ruota". I mercati attuali stanno esattamente in questa condizione. E rischiano di esplodere, cadendoci addosso.


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