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mercoledì 15 maggio 2013

Ocse: "La crisi non è uguale per tutti, aumentano le differenze di reddito"

Alla fine se n'è accorta anche l'Ocse: la crisi fa aumentare di molto la differenza tra ricchi e poveri. E in Italia aumenta più velocemente che altrove.

Le ineguaglianze di reddito sono cresciute nei primi tre anni della crisi, dal 2007 al 2010, più che nei 12 anni precedenti. Nei paesi Ocse il 10% della popolazione più ricca ha un reddito 9,5 volte più alto di quello del 10% della popolazione più povera, contro le 9 volte del 2007. In Italia il gap è 10,2 volte nel 2010 contro le 8,7 del 2007.

Lo rivela l'Ocse in un'indagine nella quale avverte che i tagli alla spesa nei paesi più avanzati rischiano di far aumentare ancora l'ineguaglianza e la povertà nel prossimi anni. Inoltre l'indagine mostra che sono soprattutto i più poveri i più colpiti dalla crisi. Il gap, nota l'Ocse, è più accentuato, in paesi come il Messico, il Cile, gli Usa, Israele e la Turchia, e minore in paesi come l'Islanda, la Slovenia, la Norvegia e la Danimarca.

Questi dati, secondo il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, mostrano la necessità "di proteggere la parte più vulnerabile della popolazione, specie se i governi perseguono la necessità di tenere sotto controllo la spesa pubblica". "Occorre definire - prosegue Gurria - politiche per aumentare la crescita e l'occupazione, al fine di assicurare più equità, efficienza e inclusione. All'interno di queste politiche è essenziale una riforma dei sistemi fiscali per assicurare che che tutti paghino una quota equa e ricevano e beneficino degli aiuti di cui hanno bisogno".

Tra il 2007 e il 2010, nota l'Ocse, i risparmiatori più poveri tendono a guadagnare meno o a perdere di più di quelli ricchi. Il 10% dei ricchi ha guadagnato più del 10% dei più poveri in 21 dei 33 paesi Ocse. In base ai livelli di reddito percepiti prima della crisi i poveri sono aumentati. Le tasse e gli aiuti hanno mitigato questi andamenti, ma l'impatto "è vario".

Tra il 2007 e il 2010 la media dei redditi al di sotto dei livelli di povertà è salito dal 13% al 14% tra i bambini, dal 12% al 14% tra i giovani ed è sceso dal 15% al 12% tra le persone più adulte. Fino al 2010 i pensionati erano abbastanza protetti in molti paesi, mentre i lavoratori hanno subito i contraccolpi più forti. L'indice di povertà relativa nei paesi poveri è passato nei paesi Ocse dal 10,2% del 2007 all'1,1% del 2010. In Italia è passato dall'11,8% del 2004 al 13% del 2010.

Fonte

Ci voleva l'OCSE porca puttana, con Osso queste cose le diciamo da almeno 5 anni e senza bisogno di nessuna cazzo di statistica!!!

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