Mentre si intensifica ogni giorno di più l'offensiva ucraina contro l'anello di città e villaggi che circondano Donetsk e Gorlovka da ovest e da nord, sta assumendo contorni grotteschi la vicenda della pilota ucraina Nadežda Savčenko, a giudizio in Russia con l'accusa di aver provocato la morte di due giornalisti russi nel 2014.
Attorno a Jasinovata, da giorni sottoposta a continui bombardamenti da pare ucraina, anche la notte scorsa sono continuati furiosi i tiri delle truppe di Kiev. Decine di feriti, colpiti da schegge di granate o proiettili di fucileria, sono stati trasportati solo nell'ultimo giorno nei diversi ospedali di Donetsk. La battaglia prosegue anche nelle aree di Spartak e dell'aeroporto di Donetsk, con l'impiego di mortai, lanciagranate e mitragliatrici pesanti. A essere colpiti sono stati autobus e auto civili. Nonostante questo, i Ministri della difesa di USA e Germania, Ashton Carter e Ursula von der Lejen, ribadiscono che è necessario “continuare a esercitare pressioni sulla Russia, affinché questa adempia gli impegni di Minsk”! Di fronte a tali dichiarazioni, ha detto il rappresentante della DNR a Minsk, Denis Pušilin, sono possibili due ipotesi: o i media hanno confuso la Russia con l'Ucraina, oppure gli occidentali stanno proseguendo sulla linea volta a far capitolare la Russia, mostrando così che, quando loro torna comodo, non esistono accordi o vie diplomatiche. La Russia, ha detto ancora Pušilin, per UE e USA, è colpevole non solo nel fallimento di Minsk-2, ma anche dei morti, dei proiettili e delle bombe delle truppe ucraine, semplicemente perché essi hanno decretato la sua colpevolezza: può essere possibile? Sì, è possibile: serbi e siriani possono confermarlo.
E sullo sfondo del conflitto si inseriscono gli ultimi “sviluppi” della vicenda Savčenko. L'aviatrice militare ucraina, accusata di concorso in omicidio per la morte dei giornalisti russi della rete VGTRK, Igor Korneljuk e Anton Vološin, nel giugno 2014 – in volo, avrebbe trasmesso alla Guardia nazionale a terra le coordinate della loro posizione nei pressi di Lugansk, consentendo ai reparti neonazisti di aprire il fuoco con i mortai – e poi entrata illegalmente in Russia, è sotto processo da mesi. Ora, quando mancano poco più di 10 giorni all'emissione del verdetto, qualcuno propone di scambiarla; con chi? Ma con Porošenko, naturalmente. L'idea è del leader del Partito Radicale ucraino Oleg Ljaško: “Compito del presidente”, ha detto Ljaško “è fare di tutto per la liberazione di Savčenko: che la scambi con se stesso”. Lo stesso Porošenko, in visita al suo omonimo – per carica e vedute “geostrategiche” terroristiche – Recep Tayyip Erdoğan, aveva dichiarato ieri di esser pronto a uno scambio per liberare l'aviatrice, senza però specificare con chi. Pur se da Mosca si ribadisce che nessuno scambio è previsto, né proponibile e che nessuna trattativa potrà essere avviata prima della sentenza del tribunale, il presidente ucraino, da Ankara, aveva fatto sapere di esser “pronto a usare il proprio diritto costituzionale per scambiare Nadežda Savčenko, perché essa torni in Ucraina”.
Gli ha fatto eco la rappresentante permanente USA alle Nazioni Unite, Samantha Power che, forte del diritto assoluto yankee sulle sorti del pianeta, ha dichiarato che “la Russia è tenuta a liberare la cittadina ucraina Nadežda Savčenko, dato che le accuse nei suoi confronti sono prive di fondamento”. A parte qualche video, girato durante la sua detenzione, in cui lei stessa riferisce sulla trasmissione delle coordinate di tiro a terra, vorremmo aggiungere. "La detenzione di Savčenko”, ha detto la Power, “dimostra il disprezzo della Russia per gli obblighi degli accordi Minsk".
Ma tant'è: gli obblighi di Minsk sembrano essere a senso unico. E così, dal puro punto di vista della diplomazia a stelle e strisce, rientrano negli accordi di Minsk anche le pietre e le bottiglie molotov che continuano a essere scagliate contro le rappresentanze diplomatiche e consolari russe nelle varie città dell'Ucraina e le bandiere russe bruciate a Kiev, L'vov, Odessa, anche da deputati della Rada, che in tal modo danno il proprio contributo alla richiesta USA di liberare Nadežda Savčenko. Fiat voluntas yankee!
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