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01/06/2016

Amministrative: ancora una volta, il nemico da battere è il Pd

Normalmente, quelle amministrative sono elezioni di serie B rispetto alle politiche. Ma non sempre, ci sono situazioni eccezionali nelle quali le amministrative hanno effetti politici che vanno molto oltre la posta ufficialmente in palio ed aprono la strada a sviluppi politici di importanza straordinaria: le comunali del novembre 1945 aprirono la strada alla repubblica, quelle del 1975, dopo il referendum sul divorzio, preannunciarono la straordinaria vittoria comunista dell’anno dopo, le comunali del 2011 avviarono il declino di Berlusconi. Addirittura, quelle spagnole del 1931, causarono la fine della monarchia e la nascita della Repubblica. Oggi siamo in una situazione di questo genere, in vista del più importante referendum della storia repubblicana.

Non è sui sindaci che stiamo votando, ma sul governo e sulla sua riforma istituzionale.

Il risultato avrà una influenza inevitabile sull’uno e sull’altra. Rispetto a questo i nomi dei candidati non hanno rilevanza.

Qui si tratta di individuare il nemico principale da battere e la risposta non può che essere una: il Pd che sta operando per mutare la forma di governo nel nostro paese ed instaurare un regime illiberale.

D’altro canto, la natura sociale del Pd (al di là della residua quota di iscritti illusi che vogliono credere ancora di stare nel Pci) è ormai più che chiara dopo “riforme” come il jobs act, il nuovo assetto di Bankitalia, l’ordinamento delle banche popolari o di credito cooperativo, la buona scuola”, eccetera eccetera.
 
E’ arrivato il momento di presentare il conto.

Da un ventennio siamo afflitti da un eterno ricatto: votiamo la “sinistra” (cioè il Pds-Ds-Pd) perché altrimenti “vince la destra”. Ed abbiamo sempre ceduto votando così per “non far vincere la destra” con il risultato di far vincere la destra nel Pd che ormai è molto peggiore di Forza Italia. I voti, il Pd se li faccia dare dai verdiniani, dagli alfaniani, da piduisti, camorristi e uomini della Magliana. La sinistra non c’entra nulla con tutto questo.

Per una persona che si ritenga sinceramente di sinistra, il voto al Pd è un disonore di cui vergognarsi per il resto dei propri giorni. E questo vale anche per i ballottaggi. Invito a sostenere i candidati del M5s e quelli della vera sinistra (Airaudo, Rizzo, Fassina, De Magistris).

NON UN VOTO DI SINISTRA VADA AL PD.

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