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18/04/2019

Il triciclo di Zingaretti

Guardate questi tre simboli. Il primo è quello della lista che si autodefinisce di sinistra e ambientalista e che sostiene Chiamparino alle elezioni regionali del Piemonte, la più importante consultazione che in Italia il 26 maggio accompagna il voto per le europee. Il secondo è quello di Sinistra Italiana e Rifondazione che si presentano fieramente in alternativa al PD alle elezioni europee. Il terzo è quello della lista dei Verdi e di Possibile, anch’essi in lista per le europee a sinistra del PD.

Cosa hanno in comune le seconda e la terza lista? La prima.

Sinistra Italiana alle Europee, dove ci si conta e basta e non sono in gioco scelte di governo, fa l’estrema sinistra con la sempre disponibile Rifondazione. Dove però è in gioco un potere immediato come in Piemonte, allora il partito di Fratoianni grida viva il PD. E quale PD. Chiamparino è alfiere del TAV e alleato di Salvini in questa impresa, come nel passato è stato il politico più fedele ed utile a Sergio Marchionne. Chiamparino è stato renziano prima di Renzi e persino Macron potrebbe sembrare di sinistra al suo confronto.

Con la lista Liberi Eguali e Verdi, con così poca fantasia si chiama la sinistra pro Chiamparino in Piemonte, sta dunque Sinistra Italiana assieme ai Verdi e a Possibile, che a loro volta hanno una propria lista alle europee.

Quando ci si chiede perché in Italia i verdi non abbiano il successo che raccolgono in tanti paesi europei, basta guardare le elezioni piemontesi per spiegarlo. Essi sono un partitino satellite del PD.

In Piemonte si voterà la stesso giorno delle Europee. Quindi Sinistra Italiana, Verdi e Possibile potranno anche dichiararsi fieramente NOTAV, ma dove conta saranno di fatto SITAV, nella stessa campagna elettorale. Sinistra Italiana potrà anche rivendicare giustizia per il lavoro, ma lo farà mentre in Piemonte porta voti ad un fanatico del Jobs act.

Potranno anche i nostri verdi e sinistri dichiararsi contro la devastante autonomia differenziata, ma in Piemonte vorranno che sia rieletto chi la condivide pienamente e anzi compete a destra con la Lega su come farne di più. E la povera Rifondazione come sempre al carro di tutto questo. Che ha una sola parola per essere definito: TRASFORMISMO.

Potere al Popolo come sappiamo purtroppo non sarà presente alle elezioni europee. Abbiamo provato a fare una lista unitaria con le forze che oggi si proclamano di sinistra, però ci siamo misurati con un’altra parola decisiva: COERENZA. Abbiamo chiesto ai nostri interlocutori un rifiuto netto dei trattati della UE, assieme alla necessità di essere alternativi al PD non solo nelle elezioni europee, ma anche in quelle italiane... e la lista è saltata.

Noi non abbiamo oggi la forza per raccogliere le 180.000 firme necessarie a candidarci da soli alle europee, sbarramento insuperabile per forze ben più grandi della nostra, sbarramento voluto da PD Forza Italia e Lega proprio per escludere nuove formazioni politiche dal voto. E come forza appena nata non abbiamo ancora sufficienti relazioni internazionali per usufruire di simboli europei riconosciuti. Anche perché alcuni nostri interlocutori si presentano anch’essi per la prima volta, ma senza leggi truffa.

Pur non potendo presentarci da soli, però non abbiamo neanche provato ad aggregarci ad una delle liste di sinistra e ambientaliste (si fa per dire) nelle quali si dice e soprattutto si fa tutto ed il suo contrario.

Perché per noi non si può scendere in piazza contro la devastazione della natura e poi approvare di fatto la Torino Lione. Non si può avversare l’austerità europea e sostenere l’ultraliberismo in Piemonte. Non si può contrastare Macron in Europa e stare con i suoi fan in Italia.

No, Potere al Popolo è una organizzazione nuova e forse anche un poco ingenua, ma una cosa ha ben chiara: non vuole assimilare l’assenza di coerenza ed il trasformismo che hanno distrutto la sinistra in Italia. I tre simboli di Liberi Eguali-Verdi, la Sinistra, Verdi, assieme compongono un triciclo. Un triciclo che nei fatti, e lo vedremo ancor di più dopo le europee, sarà guidato da Zingaretti.

Ecco, noi di Potere al Popolo avremo tanti limiti e difetti, ma una cosa di noi deve essere chiara: di quei tricicli o simili non saremo mai parte.

Saremo presenti alle elezioni in diversi comuni, sia da soli, sia in alleanze coerentemente alternative alla destra e al centrosinistra. Dove questo non è stato possibile, non ci siamo presentati. E non per settarismo, ma per coerenza con il nostro anticapitalismo ed ambientalismo, con il nostro rifiuto del potere patriarcale e di ogni oppressione, che non cambiano a seconda dell’interesse elettorale del momento.

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