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11/01/2026

Siria - Al Sharaa approva la cooperazione di intelligence con Israele

Si tratta di una intesa senza precedenti nelle relazioni tra Damasco e Tel Aviv, raggiunta due giorni fa a Parigi grazie alla mediazione decisiva degli Stati Uniti. Prevede l’istituzione di un «meccanismo congiunto di comunicazione», supervisionato da Washington, pensato per favorire lo scambio di informazioni di intelligence, e contatti in tempo reale a livello militare. È un primo passo deciso verso un rapporto che in futuro potrebbe aprire la strada alla normalizzazione tra Siria e Israele e, si sussurra, all’ingresso del paese arabo nell’Accordo di Abramo.

Questo almeno è ciò che si augura l’Amministrazione Trump che dopo la caduta di Bashar Assad nel dicembre 2024 ha allacciato relazioni strette con il presidente autoproclamato siriano, l’ex qaedista Ahmed al Sharaa, e che di recente ha revocato le sanzioni economiche (Caesar Act) alla Siria.

Il paese arabo però reclama la garanzia della sua sovranità e la restituzione del territorio siriano occupato da Israele dopo la fine di Assad e del Golan che lo Stato ebraico ha catturato nel 1967 e colonizzato nei decenni successivi. Il governo Netanyahu invece quei territori non sembra intenzionato a lasciarli e forte della sua superiorità militare e consapevole della debolezza siriana vuole imporre la creazione di una ampia zona cuscinetto smilitarizzata nel sud della Siria, di fatto fino alle porte di Damasco, a protezione del confine e della locale comunità drusa di cui si è autoproclamato stumentalmente difensore.

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