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venerdì 2 febbraio 2018

Il cinismo del governo francese

Come Trump in America, tutto fiero del boom di Wall Street, in Francia Emmanuel Macron gonfia il petto, ripetendo ad ogni occasione il suo France is back. Il PIL, infatti, segna un +1,9% nel 2017 (ma la media europea è del 2,5%). Peccato che i 728.000 residenti negli EHPAD (Aziende ospedaliere per persone anziane non autosufficienti) (altri 700.000 sono assistiti a domicilio) ed il personale che ci lavora (0,6 addetti, in media, per ogni residente) non se ne siano accorti. La realtà, per loro, sono il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro, la riduzione degli organici e quella dei bilanci, in residenze lontane, molto lontane dalle nevi di Davos o dall’autocompiacimento per le performances della macroniana start-up nation. Per questo hanno scioperato compatti martedì 30 gennaio.

In Francia, gli anziani rappresentano ormai ¼ della popolazione. Mentre il palato del Gotha della finanza mondiale viene accarezzato dai cibi più raffinati, le persone anziane non autosufficienti che sopravvivono negli EHPAD devono accontentarsi di un frullato di minestra, secondo e contorno, dato che il personale, ridotto all’osso, non è certo in condizioni di far meglio. Se il «presidente dei ricchi» può esibire compiaciuto il miglioramento dell’immagine della Francia all’estero, ben altra è quella che appare all’interno, dalle case di riposo alle prigioni agli ospedali, tutte realtà alle quali Macron, insieme ai ministri della Sanità e della Giustizia, in marcia verso una «nuova» repubblica, giurano e spergiurano di interessarsi attivamente.

Con una legge del 2004, approvata dopo che l’ondata di caldo del 2003 aveva causato la morte di circa 15.000 anziani, il governo ha imposto a tutti i francesi di devolvere la retribuzione di una giornata all’anno alle persone anziane e ai portatori di handicap. Nel solo 2015, questa «colletta» ha fruttato allo Stato 2,24 miliardi di euro. Per placare la collera dei dipendenti degli EHPAD in sciopero, la ministra ha dichiarato di aver generosamente aggiunto allo stanziamento annuale 50 milioni, dimenticando di precisare di averne stornati 100 nel mese d’agosto, per tutt’altri scopi, dall’apposito Fondo alimentato dai lavoratori.

Piuttosto che una start-up nation, la Francia del neo-liberismo rampante appare per quello che è: un Paese nel quale, per tentare di approfittare delle campagne promozionali di Intermarché, che propongono barattoli di Nutella con il 70% di sconto o confezioni di Pampers (86 pannolini) a 7,18 euro invece che a 23,95, la gente è disposta a stare in fila delle ore. L’aumento continuo delle tasse indirette per compensare le «riforme» fiscali che regalano miliardi ai ricchi perché «investano in Francia» rende i poveri sempre più poveri. E non va meglio per quanto riguarda la casa. Nel suo rapporto annuale, la Fondazione Abbé Pierre segnala che, nella Francia del 2018, i senzatetto sono 143.000, mentre altri 4 milioni dispongono di un tetto assolutamente inadeguato alle loro necessità, costretti come sono a pigiarsi in alloggi piccolissimi.

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