Presentazione


Aggregatore d'analisi, opinioni, fatti e (non troppo di rado) musica.
Cerco

28/02/2018

Salviamo la maestra dai suoi boia

Era prevedibile. La campagna scatenata da Renzi in combutta con il Corriere della Sera contro l’insegnante torinese che grida contro i poliziotti durante la manifestazione antifascista a Torino, appartiene a quel dossier di killeraggio politico e mediatico a cui ci ha abituato il Corriere. Lo ha fatto sistematicamente in passato e lo perpetua oggi, facilitato dal clima elettorale alla ricerca di “episodi” sui quali potersi esercitare.

A farne le spese questa volta è una insegnante che durante la manifestazione che intendeva contestare un comizio dei fascisti di Casa Pound, si è beccata le cariche e gli idranti della polizia inveendo contro gli agenti.

I Renzi, i Gramellini e i cicisbei del bon ton un tanto al chilo, forse non hanno dimestichezza con le manifestazioni di piazza, non conoscono l’adrenalina (che compensa paura e reattività con quanto avviene in quel momento) e dunque la rabbia che si manifesta magari dopo aver subito una carica. In piazza, se ci sono scontri, cariche etc, si urla, ci si riempie di contumelie o di slogan che servono per tenere serrate le file, per tenere la piazza, per tenere il punto. E non si va tanto per il sottile, anche nell’uso delle parole. Parole, appunto.

Questo è avvenuto nella piazza di Torino, come in tutte le piazze dove c’è affrontamento. E’ così, da sempre.

Il fatto che una manifestante che urla contro gli agenti di polizia sia anche un’insegnante ha fatto scatenare sia il refrain sui “cattivi maestri della sinistra” con assurde richieste di licenziamento, tra l’altro per fatti o parole espresse al di fuori del contesto lavorativo. Il Miur ha fatto sapere che l’amministrazione, subito dopo avere appreso dell’accaduto, ha “attivato l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte che sta provvedendo ad acquisire dalla scuola della docente ulteriori informazioni per avviare i necessari approfondimenti”. Secondo la pubblicazione specialistica Tecnica della Scuola, si accerterà, inoltre, se l’insegnante si sia già resa protagonista di episodi analoghi in passato: “ciò costituirebbe un aggravante per dimostrare l’incompatibilità tra il ruolo di insegnante e quello assunto al di fuori della scuola”.

Insomma un vero e proprio tribunale speciale è in preparazione, non tanto dentro le strutture previste dal ministero, quanto un “tribunale politico e morale” fatto di uomini di governo, giornalisti, esponenti politici.

Se la si mette su questo piano, siamo allo “Stato penale/morale”, un orrore dal punto di vista dello stato di diritto. E’ una torsione che non deve passare.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento