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01/10/2019

Questo governo è tutt’altro che entusiasmante, ma il pericolo è la Lega

Decisamente questo governo non promette molto di buono e nasce solo per evitare elezioni anticipate che vedrebbero la vittoria della destra a trazione leghista. Inutile nasconderlo, perché è il segreto di Pulcinella, è una alleanza di sconfitti (il Pd alle politiche ed il M5S alle europee) per sbarrare la strada all’onda leghista montante. Il che è perfettamente costituzionale perché la forma di governo parlamentare lo consente e non ci sono storie che tengano (fanno sorridere Salvini e Meloni che danno lezioni di diritto costituzionale).

Dunque, un governo costituzionale, però debole politicamente. E per di più le teste sono quelle di prima: Di Maio è quello di prima, uomo per tutte de stagioni, e Zingaretti non merita neppure due parole di commento. I due più “svegli” dai quali ci si può attendere qualcosa di più sono Conte (che è un post democristiano) e Renzi (che è un democristiano): figuriamoci! Questa prima uscita sulle merendine da tassare è di una comicità desolante (e scusate l’ossimoro).

Tutto vero, però meglio questo che un governo Salvini. Dal punto di vista del programma politico sarebbe peggio (flat tax, autonomie, politica della sicurezza…), ma non è neppure questo il motivo più grave.

Spesso sento dire che la Lega è fascista. Sono contrario ad un uso così indiscriminato delle categorie politiche, come quella che mette insieme fascismo e comunismo (torneremo sulla questione): il fascismo è il fascismo, lo stalinismo è lo stalinismo e la Lega… è la Lega: ciascuno ha le sue caratteristiche ideologiche, la sua ambientazione storica, le sue caratteristiche politiche, organizzative, se permettete, anche antropologiche. Possono esserci punti di contatto, similitudini, affinità ma il rosso è il rosso, il nero è il nero e il verde è il verde e non facciamo confusioni.

La Lega è un partito propriamente populista, il fascismo ha usato il populismo senza essere populista (ma sul tema dirò di più prossimamente).

Sul piano della cultura politica la Lega nasce come partito localista ed ora tenta una conversione nazionale, mentre il fascismo è sempre stato centralista. Ma, lasciando da parte questi aspetti, dove la similitudine fra le due cose proprio non regge è il piano antropologico, dove la Lega non è affatto fascista perché è peggiore.

Il fascismo ebbe una sua cultura e suoi intellettuali non marginali (Gentile, Rocco, Volpe, Bottai…) per quanto possiamo abborrire la prima e sentire nemici i secondi; la Lega è l’incultura orgogliosa di sé, è fatta di gente che pensa la cultura inutile e, anzi, danosa. Le rarissime mosche bianche di intellettuali capitati lì per caso (come Bagnai) non fanno testo, sono solo gente di passaggio o da strumentalizzare. Il sentire comune è quello di chi pensa che gli intellettuali sono parassiti che non lavorano.

Il fascismo fu certamente la proiezione ideologica di una aggressività bestiale; la Lega (salvo qualche frangia propriamente fascista che ne fa parte) non ha l’aggressività dello squadrismo, non perché sia meno bestiale del fascismo, ma perchè i suoi bottegai non hanno il coraggio di farlo.

I fascisti, individualmente, potevano anche essere evasori fiscali o ladri (e diversi gerarchi lo furono abbondantemente) ma nessuno si azzardava a teorizzare che fosse giusto non pagare le tasse o che si dovesse essere comprensivi verso gli evasori; invece il popolo leghista è fiero della sua evasione, perché i fascisti erano un soggetto politico con una sua idea dello Stato (assolutamente ripugnante, ma c’era), mentre i leghisti sono un branco di miserabili privi di ogni idea collettiva. Il loro localismo e la richiesta di autonomia è solo un modo di pagare meno tasse.

Il danno maggiore che hanno fatti i 15 mesi di governo giallo verde (che non perdoneremo mai a Di Maio) non sono tanto quelli politici, quanto quelli antropologici e di costume: La lega ha sdoganato e chiamato a raccolta la feccia del popolo italiano: quelli che scrivono sulla pagina web di una donna gravemente ammalata “Adesso che hai il cancro la smetterai di attaccare Salvini”; quelli che non esitano a sparare alle spalle di un ladro disarmato e in fuga, per recuperare qualche centinaio di euro e che pretendono una legittima difesa come diritto di inseguimento; quelli che non battono ciglio di fronte alle foto di decine di bambini immigrati annegati, perché l’importante è che non vengano qui; quelli che dicono che l’ente locale deve tagliare le spese per la cultura; quelli che chiedono leggi dure per la sicurezza, ma non badano alla sicurezza sul lavoro dei propri dipendenti, per risparmiare qualche migliaio di euro.

I fascisti si possono odiare, i leghisti si possono solo disprezzare.

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