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01/02/2021

Produrre soldi con carta straccia

GameStop, fino a poche settimane un titolo che nessuno avrebbe voluto neanche regalato, più stop che game, ha messo in ginocchio Wall Street, rivelando che la regina, la finanza, non soltanto è nuda ma non gli fanno più credito nemmeno all’emporio di abiti di secondo mano.

Un altro segnale forte e chiaro della non ulteriore sostenibilità dell’economia slegata dalla produzione. Un’operazione presentata come la riscossa di Robin Hood contro lo sceriffo di Nottingham, ma in realtà stavolta i due sono fuggiti insieme a braccetto col bottino.

I ricavi non sono stati distribuiti al popolo, ma questo nulla toglie all’insegnamento da trarre sulla natura truffaldina e irrazionale del sistema finanziario. Dovete avere un po’ di pazienza per seguire la storia, ma vi assicuro che ne vale la pena.

GameStop è un rivenditore mondiale di videogiochi, quotato al New York Stock Exchange e fino a pochi giorni fa in grande declino. Una catena di negozi resi obsoleti dalle vendite online di Amazon. Nel 2019 ha perso 795 milioni di dollari e ha licenziato centinaia di dipendenti. Le sua azioni valevano 4 dollari l’una a metà 2020 e il 26 gennaio scorso sono arrivate a 147 dollari.

Di certo la chiusura annunciata di 450 negozi della catena non è di quelle che spinge in alto le azioni. Improvvisamente però il titolo ha segnato tra il 19 e il 25 febbraio un rialzo del 285%, soltanto nelle ultime 24 ore del 93%.

Come dicevo non è la rivolta dei poveri contro i ricchi e a beneficiare del risultato sono stati comunque gli azionisti di GameStop, tre dei quali da ieri si dividono due miliardi di guadagni generati in poche ore. Ma questo non porterà alcun beneficio ai lavoratori di GameStop.

Il fulcro dell’operazione è Reddit, il social, utilizzando il canale Wallstreetbets, circa tre milioni d’investitori della domenica, per convincere centinaia di persone a comprare azioni di GameStop.

A far decollare l’operazione contribuisce il già miliardario Elon Musk, che con un tweet rilancia la richiesta degli improvvisati investitori scommettendo sul titolo, ribattezzandolo “GameStonk”, letteralmente “raffica di fuoco”, e inserendo il link a Reddit da cui partiva l’operazione. È abituato a far decollare ben altro nello spazio, deve essergli sembrata un’iniziativa degna di un eccentrico come lui.

Come fai a odiare uno che ti sparerà su Marte col cannone, cioè il cannone se lo fa lui mentre un razzo fa il resto? La modalità coordinata tramite Reddit dell’acquisto del titolo è stata decisiva per la riuscita dell’operazione.

All’improvviso infatti gli speculatori professionisti, gli “short seller”, che dall’inglese all’italiano si traduce con “dicesi tecnicamente short seller di quelle merde il cui lavoro consiste nell’attaccare le aziende già in crisi per trarne profitti”, si sono ritrovati senza armi e circondati da centinaia di piccoli investitori che con Reddit e con l’app Robinhood (un’applicazione, ce ne sono anche altre, che semplifica al massimo, soprattutto senza pagare commissioni, la compravendita di azioni di GameStop) hanno investito in massa sul titolo in declino avviando il meccanismo più perverso per la finanza.

Intanto l’aumento del valore del titolo che non ha soltanto fatto crescere i profitti della cordata social, ma ha costretto gli speculatori al ribasso ad acquistare azioni per compensare i rischi presi e facendo crescere ancora di più i prezzi. Gli speculatori sono finiti speculati e perculati.

Importante ripeterlo: non sono i buoni ad aver vinto, dietro questa complessa operazione ci sono menti che si nutrono della stessa logica barbara che supervisiona gli scambi di tutti i titoli. I piccoli investitori hanno usato lo stesso metodo contro quelli più ricchi, il sistema fotte se stesso.

Carta che produce carta che alla fine si trasforma in soldi, così come scommettere su quanto costerà il grano tra un anno sta alla vita materiale quasi quanto giocare un terno secco al lotto. Perché accanto alla rivincita dei nerd della finanza l’azienda resta materialmente in declino, i lavoratori che non hanno beneficiato in alcun modo di questa situazione restano imprigionati in un’azienda tenuta in vita artificialmente da pezzi di carta.

Non è la rivincita degli esclusi contro i poteri forti, ma l’immagine desolante di un’economia dove non contano affatto tutte le bugie che ci hanno raccontato sulla bontà del sistema in cui viviamo, non conta la bontà dell’idea, non contano le vendite, non contano i rapporti sindacali, non conta chi cerca di conservare il posto di lavoro.

La massa degli impiegati verrà licenziata mentre una massa di piccoli investitori gioca a Baccarat con la vita e la morte di un’azienda guadagnando cifre stratosferiche.

È il capitalismo bellezza, direbbe un cinefilo, è una truffa, dirà invece chi dopo aver letto tutti gli articoli scritti sull’argomento in questi giorni noterà che non c’è una parola sulle sorti dell’azienda. E il titolo, dopo che la speculazione è stata individuata, ieri ha già perso il 43% ed è destinato a crollare.

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