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06/12/2022

Unione Popolare avvia il percorso costituente

Unione Popolare ha tenuto ieri a Roma una assemblea nazionale con l’obiettivo di consolidare il percorso convergente avviato a luglio da Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Dema e ManifestA insieme a Luigi De Magistris. Per sentire e vedere gli interventi clicca QUI.

La costruzione di un soggetto unitario, messo subito alla prova da un test elettorale non lusinghiero ma prevedibile, corrisponde sicuramente ad una esigenza molto diffusa di rappresentanza politica delle istanze popolari e di sinistra nel paese, ma si trova inevitabilmente ancora a fare i conti con la propria dispersione ed anche residui di subalternità.

Rispondere a questa esigenza e provare a costruire un soggetto politico ed un percorso, alternativo nei contenuti e nelle forme al quadro politico esistente, è la sfida che Unione Popolare si è trovata davanti in questi mesi. L’assemblea di ieri ha provato a definire meglio sia i primi che le seconde. Tra le parole “simbolo” segnalate da diversi interventi c’era la conquista della credibilità e la scelta del coraggio, quest’ultimo richiamato tra l’altro da un compagno palestinese.

Dopo la relazione introduttiva di Luigi De Magistris, si sono riuniti quattro gruppi di lavoro (lavoro, ambiente, guerra e pace, democrazia e diritti) che hanno poi resocontato in assemblea plenaria la sintesi della discussione e le proposte emerse.

“Dobbiamo essere la più radicata e forte opposizione sociale al governo di destra e alle politiche neoliberiste. Unire il popolo italiano, contro oppressori e sfruttatori, per costruire politiche di pace contro le guerre, per la giustizia sociale, economica e ambientale, contro autonomia differenziata ed attacco alle classi deboli e agli oppressi del sistema“ ha affermato de Magistris nella sua introduzione.
“È venuto il momento di lottare per unire movimenti, associazioni, reti civiche, collettività ed individualità per avanzare verso la rottura del sistema e la costruzione dell’alternativa” – ha sottolineato l’ex sindaco di Napoli – “Inizia così, con oggi, con forza e passione, la fase costituente di Unione Popolare che si concluderà nei prossimi mesi con la previsione di un congresso”.

Se già nei gruppi di lavoro tematici si sono registrati decine e decine di interventi e contributi, anche nell’assemblea plenaria ci sono stati numerosi interventi che hanno manifestato le diverse sensibilità sull’agenda politica e le caratteristiche alle quali dovrebbe aderire la costruzione di Unione Popolare.

“Un soggetto politico indipendente e alternativo” per Giuliano Granato di Potere al Popolo che ha anche sottolineato la manifestazione popolare e sindacale del giorno prima come terreno naturale di interlocuzione di Unione Popolare, “uscire dal recinto come alcuni ci invitano non significa andare a parlare con altri microgruppi per fare l’unità della sinistra, noi dobbiamo andarci a riprendere la nostra gente che questi recinti non sa neanche che cosa sono”.

A insistere sul nesso tra lavoratori e politica come esigenza forte di rappresentanza fino ad oggi disattesa si è soffermato Guido Lutrario di USB evidenziando come "se i lavoratori non riconquistano una loro organizzazione indipendente non c’è riscatto neanche su quel piano culturale che viene spesso evocato”.

Maurizio Acerbo del PRC ha sottolineato come proprio “a causa della debolezza del conflitto abbiamo bisogno di recuperare visibilità sul piano politico”.

Simona Suriano ha tirato le conclusioni ricordando come “l’impianto liberale e atlantista non è mai stato messo in discussione anche dai governi precedenti”.

La ex deputata di ManifestA ha sottolineato come “sulla guerra è difficile dimenticare chi ha votato l’invio delle armi in Ucraina” con un esplicito riferimento al pacifismo tardivo del M5S di Conte. “Dobbiamo provarci a costruire questa forza alternativa che non sia solo di opposizione ma che abbia la sua proposta di governo del paese”.

Per avviare e gestire il percorso costituente Unione Popolare si è dotata di un coordinamento di 60 persone che dovranno cominciare a “istruire il processo” sia sulla definizione dei contenuti prioritari che delle forme organizzative per cominciare ad agire concretamente nell’agenda politica del paese.

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