Tutto ufficiale, nessuna “voce” sparata ad arte da qualche “gufo”. E’ infatti Il Mattino, organo locale di prorprietà dell’immobiliarista Caltagirone (ma deve essere solo una sfortunata coincidenza…), a pubblicare un’intera pagina di “comunicazione istituzionale a pagamento” dove si annuncia, tra l’altro, l’esproprio delle case di Coroglio. Si tratta di un antico borgo marinaro, casualmente a circa 200 metri dalla fabbrica Cementir, altrettanto casualmente di proprietà dello stesso Caltagirone. Parliamo di case di proprietà privata, esercizi commerciali, ecc. Il quotidiano dell’immobiliarista non esita a pubblicare tutti i nomi di chi, secondo Renzi e i poteri che lo tengono in piedi, se ne deve andare per dare spazio ad alberghi, bar e “parchi verdi”.
Si tratta complessivamente di 200-230 abitazioni, abitati al momento da circa 1000 persone. Parte immediatamente la mobilitazione, si apre una pagina fb (Coroglio non si tocca), il tono è chiaro fin dalle prime battute raccolte da Identità insorgenti tra gli abitanti che rischiano di finire per strada: “Noi non ce ne andiamo, sia chiaro: abbiamo la convocazione giovedì in prefettura di Invitalia per parlare dell’esproprio e venerdì in chiesa a Coroglio alle ore 18 abbiamo una riunione con tutti i cittadini di Coroglio e Bagnoli. Faremo resistenza”.
Il piano renziano è completamente diverso da quelli fin qui proposti: “il piano di allora prevedeva che le case sarebbero state ripristinate e non abbattute. Invece con Renzi è tutto cambiato: si parla di espropri e abbattimenti”.
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