Il premier britannico Starmer ha dichiarato che metterà a disposizione degli USA le proprie basi militari per le operazioni belliche contro l’Iran. Teheran ha già fatto sapere di ritenere questa scelta come una partecipazione britannica alle ostilità.
Le basi militari di cui parla Starmer sono con tutta probabilità quelle di Akrotiri e Dhelekya stanziate sul territorio di Cipro ma sotto il controllo della Gran Bretagna, anche questo un ultimo retaggio del colonialismo ma all’interno di un paese membro dell’Unione Europea.
Nei primissimi giorni di guerra, Hezbollah ha colpito la base aerea di Akrotiri con un drone palesando il fatto che ospitare e utilizzare le basi militari espone il paese al conflitto. Nei giorni successivi sono stati intercettati altri due droni diretti contro la base militare.
Lo scorso 8 marzo una manifestazione è sfilata nelle strade di Nicosia al grido “fuori le basi della morte”. Il corteo ha marciato verso il palazzo presidenziale dell’era coloniale, nel timore che il paese venisse trascinato nel più ampio conflitto contro l’Iran.
Giorgos Koukoumas, portavoce di AKEL, secondo partito del paese, ha nuovamente chiesto al governo di comunicare alla Gran Bretagna senza mezzi termini che Cipro e il suo popolo si oppongono a qualsiasi tipo di coinvolgimento militare delle basi nei conflitti in corso nella regione.
G. Koukoumas ha sottolineato che la richiesta di lunga data per lo smantellamento delle basi britanniche sull’isola è più rilevante che mai.
“Quando questa sfortunata situazione in Medio Oriente sarà finita, dobbiamo avere una conversazione aperta e franca con il governo britannico sullo status e sul futuro delle basi britanniche a Cipro” ha fatto sapere Il presidente cipriota, Nikos Christodoulides.
Lo status delle basi militari britanniche è regolato dallo stesso trattato che ha istituito la Repubblica di Cipro nel 1960. Il Treaty of Establishment è molto chiaro: le basi sono territorio britannico. Cipro era una colonia britannica prima del 1960. Il trattato stabilisce che la Repubblica di Cipro ottenga l’indipendenza, mentre le due aree sovrane restano territori del Regno Unito. Di fatto, afferma la giurista Nasia Hadjigeorgiou, in una intervista all’agenzia Nova “queste aree sono ancora colonie: il loro status non è cambiato. Prima del 1960 l’intera isola era una colonia, oggi lo è circa il 3 per cento del territorio”. Londra concesse l’indipendenza, ma si riservò 256 km² di sovranità territoriale sulle basi di Akrotiri (sud-ovest) e Dhekelia (sud-est).
In passato la base di Akrotiri è stata usata dagli USA e dalla Gran Bretagna per operazioni militari in Siria e Iraq, spesso all’insaputa o contro la volontà delle autorità cipriote. Non solo. Secondo fonti attendibili, le basi britanniche a Cipro sarebbero state utilizzate anche per supportare le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza e contro gli Houthi in Yemen.
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