Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

19/03/2026

Argentina - Pensionati alla fame protestano sotto il Parlamento, pestati dalla polizia

Come ogni mercoledi, ormai da mesi, i pensionati argentini sono tornati a manifestare sotto al Parlamento. E come spesso è già accaduto, contro di loro e i giornalisti presenti è stata scatenata una repressione brutale da parte della polizia federale e della gendarmeria.

La coreografia di mercoledì, quel rituale di resistenza sociale e umana che i pensionati materializzano settimanalmente davanti al Palazzo Legislativo, è stata nuovamente interrotta da un’operazione che ha trasformato la domanda di beni dignitosi in uno scenario di arresti e percosse.

Quello che era iniziato come il consueto presidio al Congresso si è concluso con un cordone di polizia che si è abbattuto sui corpi che chiedevano solo di smettere di perdere potere d’acquisto contro l’inflazione.

Il resto della giornata è uno scenario di braccia ferite, manifestanti arrestati e un’ambulanza che trasporta di corsa un uomo con un picco di pressione all’ospedale Ramos Mejía.

Tra i feriti vi sono Carlos Alberto “Chaca” Dawlowski e Delia Luján Montiel. “Chaca”, 76 anni, è stato rilasciato con la pelle segnata dalle botte della polizia, ma con la sua parola è intatta davanti alle telecamere: “Non possiamo più nemmeno marciare sul marciapiede, ma non ci arrenderemo. Lasceremo le nostre vite, ma loro non ci schiacceranno”

Le loro ferite, mostrate come prova di una democrazia che sta diventando sorda e violenta, riassumono lo spirito di una resistenza che, nonostante il bastone e lo spray al peperoncino, giura di non cedere fino all’ultima goccia di sangue.

“L’abuso di forza contro gli anziani, che non rappresentano alcun pericolo, ci rende ogni giorno più vulnerabili e attacca direttamente la nostra salute”, hanno sottolineato le organizzazioni dei pensionati.

Queste ultime denunciano come la direzione economica e sociale del governo configuri “una politica di sterminio” che non colpisce solo i pensionati, ma anche altri settori vulnerabili come le persone con disabilità e l’infanzia. Con l’ultimo dato sull’inflazione di dicembre diffuso dall’Indec, si può già confermare l’aumento previsto di pensioni, assegni e sussidi dell’Anses che entrerà in vigore a febbraio: appena il 2,8%. Tradotto in cifre più chiare, per l’assegno minimo si tratta di un incremento di soli 9.780,38 pesos, una cifra che non basta nemmeno per comprare un chilo di spalla di maiale.

Con il sistema indicizzato all’indice dei prezzi al consumo, è l’inflazione a determinare gli aumenti mensili dei pensionati. Con il raffreddamento dell’economia ancorato alla depressione dei salari, gli aumenti pagati dall’Anses sono sempre più bassi e non valgono nemmeno per comprare 2 bottiglie di shampoo. Letteralmente.

Secondo un rapporto dell’Osservatorio Mate, ogni pensionato ha perso, in media, quasi 5 milioni di pesos dall’insediamento di Javier Milei. In questo periodo, le pensioni e gli assegni si sono consolidati come uno dei principali assi della stretta fiscale del governo, al punto da concentrare un taglio equivalente a 16,5 trilioni di pesos, mentre l’importo medio è rimasto del 23% al di sotto del livello del 2023. Di conseguenza, la pensione minima oggi basta a malapena a coprire un terzo del costo reale di un paniere di base per gli anziani.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento