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22/03/2026

Trump mira a Petro: “indagine” per narcotraffico nelle procure USA

A poco più di due mesi dalle cruciali elezioni presidenziali in Colombia, Washington tenta un assalto, per ora solo giudiziario, a uno dei governi che rappresentano ancora una spina nel fianco all’imperialismo stelle-e-strisce in America Latina. Secondo un’esclusiva del New York Times, il presidente Gustavo Petro è finito nel mirino di almeno due procure federali degli Stati Uniti con l’ipotesi di presunti legami con il narcotraffico internazionale.

Le indagini – condotte da magistrati specializzati, agenti della DEA e della Homeland Security – si starebbero concentrando sulla campagna elettorale del 2022. Gli inquirenti starebbero verificando se Petro abbia avuto incontri diretti con esponenti dei cartelli della droga e se la sua ascesa al potere sia stata sostenuta da donazioni provenienti da ambienti criminali. Insomma, negli Stati Uniti a processo viene portato chiunque, tranne gli “amici” di Epstein.

Non si sa se le indagini sfoceranno in capi d’accusa formali, ma è palese l’adozione dello stesso metodo usato per il rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro, in attesa del processo-farsa il prossimo 26 marzo. Petro ha reagito con veemenza attraverso i suoi canali social, consapevole che le accuse fanno il paio con un tentativo di destabilizzazione che, sugli stessi temi, la Casa Bianca sta operando di concerto con l’Ecuador.

Il presidente colombiano ha rivendicato la sua storia politica di denuncia contro la collusione tra criminalità e istituzioni, definendo le mosse della giustizia americana come uno strumento che, paradossalmente, lo aiuterà a “smantellare le calunnie dell’estrema destra colombiana, che è effettivamente strettamente legata ai narcotrafficanti”.

La sfida risulta assai importante, in vista delle presidenziali del 31 maggio. Sebbene Petro non possa ricandidarsi, la sua formazione, quella del Pacto Histórico, con candidato Ivan Cepeda, è attualmente in testa ai sondaggi con il 35%, seguita a grande distanza dal candidato dell’estrema destra, Abelardo de la Espriella, al 21%.

Per Sergio Guzman, direttore di Colombia Risk Analysis (think tank con sede a Bogotà), la rivelazione di queste indagini a ridosso del voto sa apertamente di minaccia. Ha infatti dichiarato ad Al Jazeera: “questo sembra essere più che altro un avvertimento che mostra come gli Stati Uniti potrebbero influenzare l’esito delle elezioni”.

Sul ribaltamento della linea di Petro, così come sulla tenuta della Rivoluzione Bolivariana e sullo strozzamento del Socialismo cubano, Trump si gioca un pezzo del proprio mandato, fondato innanzitutto sulla volontà di riaffermare il dominio statunitense su quello che considera il proprio “cortile di casa”. Soprattutto ora che, al fianco di Israele, Washington ha deciso di impantanarsi nel conflitto contro l'Iran.

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