Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

21/03/2026

Il settore cyber Usa “sente” la pressione cinese

Alcuni giorni fa la presidenza Trump ha pubblicato la sua Cyber Stategy. Questo documento programmatico inquadra in sintesi la volontà dell’amministrazione statunitense, da un lato, di irrobustire le difese informatiche del paese, dall’altro, di mantenere il proprio vantaggio tecnico nel campo dell’intelligenza artificiale, fortemente minacciato dal rapido sviluppo cinese nel settore.

In appena cinque pagine imbevute del solito strafottente suprematismo in salsa MAGA, si afferma la centralità del settore cyber, inteso a tutto tondo sia come sicurezza informatica sia come ricerca di frontiera nel settore AI, in una fase storica in cui l’egemonia a stelle-e-strisce è fortemente minacciata da altri importanti attori globali (la Cina) che, parafrasando il documento, “fomentano i criminali informatici e spacciano soluzioni IA scadenti” che trasudano ideologia e software di sorveglianza di massa.

Alcune scelte programmatiche presentate nel documento sono la dichiarazione di totale cooperazione tra le agenzie governative e gli attori privati nel campo della sicurezza informatica e del contrasto ai crimini informatici, la creazione di nuovi regolamenti più snelli e più adatti al contesto attuale sui requisiti di sicurezza del software, il riammodernamento di tutta l’infrastruttura software statale all’insegna della sicurezza gestita da sistemi IA, il miglioramento delle difese dei sistemi informatici di tutti i settori strategici – anche quelli in mano a privati – ed infine la volontà di lavorare su partnership tra settore privato e accademia per mantenere il primato nella ricerca sull’IA e aumentare considerevolmente il numero di tecnici ed ingegneri formati nel campo cyber.

Quindi, tirando le somme, il governo USA, incalzato dal competitor cinese, si è dato due binari di sviluppo per il settore cyber: da un lato, lavorare per “irrobustire le difese” delle compagnie strategiche e delle agenzie governative, probabilmente anche alla luce dei massicci attacchi informatici ad opera di fantomatici “hacker cinesi o russi” a centrali elettriche, ospedali o compagnie di telecomunicazioni degli ultimi anni.

Dall’altro, investire massicciamente nella formazione e nella ricerca per poter mantenere la sua attuale supremazia nella ricerca nel campo IA, fortemente messa in discussione dai progressi sempre più veloci del Dragone, che lavora a spron battuto per colmare il gap tecnologico sia negli algoritmi e nei modelli di IA, sia nella produzione di hardware specializzato.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento