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31/03/2026

La guerra in Ucraina è e sarà una rogna colossale dentro il “campo largo”. Il dietrofront di Conte

L’attuale leader del M5S Giuseppe Conte si è presentato alla convention di +Europa, affermando praticamente le stesse cose che dicono il governo e il Pd sulla guerra in Ucraina, ossia che bisogna continuare a sostenere Kyev, che le sanzioni alla Russia devono rimanere e che il gas russo non lo prenderebbe neanche gratis.

Qualcuno ha fatto notare che mezz’ora prima il senatore M5S Patuanelli aveva affermato in televisione l’esatto contrario di quanto affermato da Conte, ribadendo quanto già affermato a Radio 24 due giorni prima ovvero: “Credo che con noi al governo ci fermeremo con gli aiuti all’Ucraina, ma penso che riusciremo a trovar la quadra anche sulla politica estera con le altre forze della coalizione”.

La svolta, è avvenuta nell’intervento di Conte all’evento di + Europa al centro congressi di via Palermo a Roma: “Sul conflitto russo ucraino abbiamo sensibilità diverse, ma sono stato promotore di una risoluzione comune, riconoscendo su questo punto che l’aggressione russa va sanzionata. Non dobbiamo acquistare gas russo finché non ci sarà un trattato di pace”. E ancora: “Difendiamo con le unghie e con i denti il popolo ucraino”.

Il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi, anche lui presente all’evento di +Europa, ha colto l’assist di Conte ed ha così commentato: “Mi pare positivo che oggi il leader dei cinque stelle abbia fatto retromarcia e sconfessato i suoi esponenti che minacciavano la fine del sostegno alla Ucraina e l’apertura al gas russo. La sua risoluzione era irricevibile. Ma almeno oggi ha fatto un passo indietro. Vedremo”.

Lo stesso Sensi due giorni prima aveva attaccato il contenuto dell’intervista di Patuanelli (M5S) a Radio 24. “Patuanelli crede che ‘ci fermeremo con gli aiuti militari all’Ucraina’. Con loro di certo, sapendo bene da che parte stanno. Con noi, invece, gli aiuti ci sono stati, ci sono e ci saranno. Fatevene una ragione” aveva commentato il senatore del PD.

Qualcuno potrebbe far notare che sarà almeno la terza volta che Conte cambia idea sul conflitto fra Russia e Ucraina. Prima c’era stato il sostegno al primo decreto di invio di forniture militari del 2022, poi l’organizzazione di manifestazioni di piazza nel 2024 contro l’invio delle armi in Ucraina, fino al riposizionamento in questi giorni sulla linea del PD, evidentemente funzionale a “creare un clima adatto” per le sue ambizioni di partecipazione alle primarie del centrosinistra.

L’Istituto Piepoli ha diffuso un sondaggio in cui Conte appare il favorito in caso di primarie sul leader della coalizione che si candida a scalzare il governo Meloni.

Appare evidente che il posizionamento sulla guerra in Ucraina e sul riarmo europeo sarà una rogna stellare per il campo largo. E anche questo non è e non sarà un dettaglio.

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