Lo scorso 8 marzo nel Baden-Württemberg ci sono state le elezioni, le prime di una sequenza di consultazioni elettorali regionali che tengono la Germania – e l’Europa – con il fiato sospeso. La Germania liberale e democratica – che ora vuole costruire “l’esercito convenzionale più potente d’Europa” – è segnata da un’ansia che non riesce a nascondere: si fermerà l’ascesa del consenso elettorale della AFD-Alternative für Deutschland, partito di estrema destra, con evidenti venature neo-naziste?
Secondo recenti sondaggi elettorali, l’AFD con il 24 per cento del consenso elettorale sarebbe oggi il secondo partito, dietro la CDU/CSU che è accreditata al 26,2 per cento. Molto più indietro sono i Socialdemocratici (SPD) e i Verdi (Grüne), rispettivamente con il 15 e il 12,3 per cento. E si attendono le elezioni regionali, con il timore che il consenso rivelato dai sondaggi si materializzi in consistente rappresentanza politica – persino maggioritaria in alcune regioni.
Quando, nel settembre 2024, alle elezioni regionali in Turingia la AFD è diventata il primo partito con il 32,8 per cento dei consensi – 8,2 punti percentuali in più del secondo partito (la CDU) – ho capito che avrei dovuto tornare a riflettere su ciò che in questa regione era accaduto dopo il 1989.
Negli anni che vi ho trascorso ero stato troppo intento a riviverne i fasti intellettuali e materiali che si erano manifestati tra Settecento e Ottocento – e a osservare la sua rinascita dopo la riunificazione della Germania. E anche incapace – una questione di carattere – di declinare nelle sue conseguenze personali e politiche il tema del ‘risentimento’ che già allora si percepiva e che nasceva dalle forme nelle quali la riunificazione si stava manifestando.
Ho cominciato a seguire questa traccia – le origini e gli effetti politici del ‘risentimento’ nelle scelte elettorali delle regioni della ex-DDR– leggendo il libro di Katja Hoyer Beyond the Wall. East Germany 1949-1990, uscito in edizione inglese e tedesca nel 2023 [1]. E ho continuato con due libri di Steffen Mau: il primo uscito nel 2019 dedicato alla vita quotidiana a Lütten Klein, un quartiere di Rostock costruito tra il 1965 e il 1975, un emblematico esempio del progetto urbano della DDR [2]; il secondo uscito nel 2024, di carattere analitico, dedicato a comprendere la persistente contrapposizione tra ‘Germania dell’Ovest’ e ‘Germania dell’Est’ [3].
Libri che hanno attratto un grande interesse in Germania e che mi hanno permesso di cogliere molto di ciò che non avevo compreso.
Non è, però, seguendo questa traccia che si può arrivare a capire cosa è accaduto alle elezioni che si sono tenute lo scorso 8 marzo nel Baden-Württemberg, nelle quali l’AFD ha raggiunto il 18,8 per cento dei consensi (9,1 punti percentuali in più rispetto alle elezioni regionali del 2021). Certo, hanno vinto i Verdi con il 30,2 per cento dei consensi, poco sopra la CDU che ha raggiunto il 29,7 per cento, e ora l’unica coalizione politica numericamente possibile è quella tra Verdi e CDU (la SPD è scesa al 5,5 per cento, appena sopra la soglia di sbarramento). Ma il risultato della AFD resta da spiegare, e mette ansia.
La Turingia è una delle regioni più ‘povere’ della Germania, appena sopra il Sachsen-Anhalt, che è la più ‘povera’. Il Baden-Württemberg è una delle regioni più ‘ricche’ della Germania, seconda, di poco, solo alla Baviera, con città – Stoccarda, Mannheim, Karlsruhe, Freiburg – nelle quali si manifesta l’eccellenza tecnologica e sociale della Germania.
Che in questa regione l’AFD abbia raggiunto il 18,8 per cento dei consensi è un fatto che mette in discussione molte ipotesi. In particolare, è un risultato che suggerisce di abbandonare le ipotesi economicistiche come spiegazione delle scelte elettorali.
Per comprendere il risultato elettorale della AFD forse aiuta seguire il sentiero tracciato da un altro libro del 2022 di Sara Wagenknecht (Die Selbstgerechten) [4], che ha venduto più di un milione di copie in Germania – l’edizione italiana è apparsa nello stesso anno per Fazi editore (con il titolo Contro la sinistra neoliberale).
Un libro che pone di nuovo l’accento sul ruolo del ‘risentimento’ nelle scelte politiche, che però nella ‘Germania dell’Ovest’ sembra avere ragioni in parte diverse da quelle che lo hanno generato nella ‘Germania dell’Est’. Sarah Wagenknecht è stata a lungo parlamentare ed europarlamentare per Die Linke (La Sinistra), prima di fondare un proprio partito Bündnis Sahra Wagenknecht (Alleanza Sahra Wagenknecht) in aperta critica con la sinistra sia riformista che radicale.
Nella sua interpretazione, il risentimento è nei confronti dell’élite liberale che si auto-rappresenta sfacciatamente sul palcoscenico mediatico con i suoi ‘superiori’ modelli di consumo e stili di vita. Giustificati e politicamente legittimati con l’ideologia meritocratica – che dovremmo chiamare ‘tirannia del merito’, come ha suggerito Michael Sandel [5].
Modelli e stili di vita irraggiungibili, palesemente contrapposti alla ‘vita impoverita’ di una parte crescente della popolazione – impoverita dalla progressiva trasformazione di beni pubblici fondamentali in beni di mercato e dallo smisurato aumento dei ‘costi di transazione’ che caratterizza il capitalismo neoliberale.
Una ‘rivolta del popolo’ come reazione alla ‘rivolta delle élite’ di cui aveva parlato, anticipandone gli effetti, Cristopher Lasch all’inizio degli anni Novanta [6]. Rivolta delle élite come ‘distanziamento’ dalla vita delle ‘persone comuni’, dai loro bisogni fondamentali; rivolta delle élite contro il limite che la democrazia pone alle disuguaglianze economico e al paternalismo estetico e culturale – rivolta contro la democrazia, in fondo.
La rivolta delle élite economiche e intellettuali – il loro distanziamento dalla vita delle persone comuni – non accenna a fermarsi. E come reazione neppure quella delle persone comuni contro l’élite liberale accenna a fermarsi, astenendosi dalla partecipazione elettorale o votando ‘contro’, alla cieca, per risentimento. E siamo tutti in ansia in Europa – non solo in Germania.
Note:
[1] Hoyer, Katja. Beyond the Wall. East Germany, 1949-1990. London: Allen Lane, 2023. Dt. Ausg. Diessseits der Mauer. Eine neue Geschichte der DDR 1949-1990, Hamburg: Hoffmann und Campe, 2023.
[2] Mau, Steffen. Lütten Klein. Leben in Der Ostdeutschen Transformationsgesellschaft. Berlin: Suhrkamp, 2020.
[3] Mau, Steffen. Ungleich Vereint. Berlin: Suhrkamp, 2024.
[4] Wagenknecht, Sarah. Die Selbst-Gerechten. Frankfurt.a M.: Campus Verlag, 2022.
[5] Michael J. Sandel, The Tiranny of Merit (London: Penguin Book, 2020).
[6] Lasch, Christopher. The Revolts of the Elites and the Betrayal of Democracy. New York: W.W. Norton & Company, 1995. Trad. it. La rivolta delle élite, Vicenza: Neri Pozza, 2017.
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