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domenica 2 dicembre 2012

Sanità: privatizziamola, perché... costa troppo poco


Intanto Mario Monti l'ha buttata lì, per vedere l'effetto che fa. E' il solito sistema: si fa la dichiarazione scandalosa, e poi la precipitosa marcia indietro (ricordate il balletto sull'art.18, andato avanti anni?). Nel frattempo si testano le reazioni, si misura il livello di indignazione generale, si mandano avanti i disquisitori ufficiali che seminano il dubbio e anche il germe di qualche slogan che tornerà comodo in futuro.
A ciò è servita l'uscita di Monti sulla sanità insostenibile. Al di là del fatto che un Paese civile ha una sanità pubblica senza se e senza ma, la verità è che la nostra sanità costa poco. Forse è questo il problema.
Lo spiega un bell'articolo dell'esperta Stefania Gabriele pubblicato da Alberto Bagnai. La Gabriele mostra con dati OCSE che la spesa sanitaria pubblica italiana è perfettamente nella media mondiale in rapporto al PIL, e persino tra le più economiche come spesa pro capite. A fronte, sempre dati OCSE, di un secondo posto al mondo come qualità dei servizi. Capiamo da soli allora che basterebbe una stretta sui numerosi sprechi, per ottenere una sanità perfettamente virtuosa e davvero modello per tutto il pianeta.
Invece no. Invece si fa credere a noi beoti che la sanità è una schifezza, che ha costi stratosferici, e che basta far pagare "i ricchi" (cosa che trova sempre consenso) per rimettere magicamente tutto a posto. Nessuno dice che il risultato sarebbe i ricchi con ottimi servizi, e i  poveri con ospedali pubblici lasciati allo sfacelo per mancanza di fondi. Siete voi sufficientemente ricchi per permettervi un trapianto o una chemio a spese vostre, magari vendendovi la casa?
Nella nostra sanità c'è ancora un ampio margine di guadagno per gli squali che ci prosciugano, paghiamo tutti troppo poco per la qualità del servizio offertoci. E' ora di mettere mano al portafogli, se volete curare mamma, papà e voi stessi quando sarà il momento. Continuando a pagare sempre più tasse, ovviamente: quelle servono tutte agli interessi sul debito. Non ci sono più pasti gratis, nell'oscuro futuro che ci stanno cucinando.

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