I tre residui sindaci “arancione”, Pisapia, Zedda e Doria hanno lanciato un appello
per liste comuni Pd-Sel alle prossime comunali nelle rispettive città
con un argomento nuovissimo: non far vincere la destra, come è accaduto
in Francia. Quello che loro hanno capito della lezione francese è che
bisogna far quadrato intorno alla socialdemocrazia neo liberista per
sbarrare la strada alla destra. Mai sentito un discorso più
sfrontatamente opportunista e più clamorosamente falso di questo.
Iniziamo: in primo luogo, ai tre insegni
primi cittadini non viene in testa che, forse, nella meritatissima
batosta di Hollande e dei suoi sventurati compagni, ci sia proprio
l’ignobile politica economica che hanno seguito e che le paure del
terrorismo jihadista hanno avuto una parte molto limitata nel successo
del FN, che, proprio a Parigi, città colpita dalla strage, ha registrato
uno dei suo maggiori insuccessi, raccogliendo solo il 9,5% dei voti.
Peraltro, l’ascesa del Fn era iniziata decisamente prima del gennaio
scorso. Che i socialisti francesi meditino sulle ragioni del loro
fiasco: se loro sono i lacchè della Merkel e del capitalismo finanziario
perché mai gli elettori di sinistra dovrebbero votarli?
In secondo luogo, ci era parso di capire
che Sel (antico punto di riferimento dei tre sindaci) dovrebbe stare
sciogliendosi nella nuova formazione Sinistra Italiana che, nelle
dichiarazioni, si propone di costruire l’alternativa al Pd. Ci
accorgiamo che è la solita musica: fare il solito cespuglio del Pd per
rimediare qualche cadrega. Lo avevamo capito già da prima e ritenevamo
Fassina un illuso, ora ne abbiamo la conferma. Ma, ci chiediamo: a che
serve questa manfrina del partito “a sinistra” del Pd? Posso capire che
mantenendosi distinti possa essere più fruttuoso sul piano della
spartizione, ma la cosa dovrebbe essere supportata da un qualche seguito
elettorale, mentre rifare la sceneggiata dell’alleanza-conflittuale con
il Pd serve a poco perché non ci crede più nessuno: non si può essere
nello stesso tempo alternativi a qualcuno e suoi alleati, “per la
contraddizione che non lo consente”, direbbe qualcuno.
Esilarante, in terzo luogo, è la
motivazione del “non far vincere al destra” che poi è il ritornello
frustissimo usato da 30 anni e che è quello che ha ridotto la cd
“Sinistra radicale” al lumicino. La destra è frammentata, i sondaggi la
danno in discesa e non in una delle tre città citate i sondaggi la
accreditano neppure del secondo posto, a Milano non sanno neppure chi
candidare. Dunque, un pretesto sfacciatamente, clamorosamente,
dichiaratamente, spudoratamente falso.
Se c’è un momento in cui la sinistra
“radicale” può permettersi il lusso di essere autonoma senza favorire la
destra è questo. Ma a questa “sinistra” interessa essere autonoma? Ha
qualcosa da dire? Ne dubito, fieramente ne dubito.
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