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11/08/2019

A che serve votare?

Premetto di aver smesso da tempo di fare ragionamenti complessi. Aggiungo pure che sono più le volte che non ho votato di quelle che ho votato. E quando ho votato non ho mai – dico mai – superato la soglia di sbarramento, manco alle comunali.

Però mi chiedo una cosa. A che serve votare?

Mi spiego, se non sbaglio, le elezioni sono quella cosa che trasforma i voti in seggi. Tu hai preso tot e avrai tot deputati e tot senatori, ecco. Ci siamo fin qui?

Dunque, alle ultime elezioni politiche la Lega è stata la terza forza politica più votata dietro a Movimento Cinque Stelle e Pd, se non ricordo male. Dopo qualche mese di trattative, il terzo partito si è alleato col primo e ha formato un governo. Adesso il terzo partito vuole uscire dal governo e, giusto l’altro ieri, ha presentato una mozione di sfiducia al presidente del consiglio.

Così, il presidente della Repubblica dovrà verificare se in parlamento ci sono i numeri per una maggioranza alternativa. Se non ci sono, c’è sempre l’ipotesi di fare un governo di minoranza. Durerebbe pochissimo, ma abbastanza per fare quella cosa piuttosto importante che si fa in autunno e che Salvini assolutamente non vuole fare lui: la manovra (questo perché gli scherzetti dell’ultimo anno non erano esattamente gratis e qualcuno dovrà pagare il conto, accipicchia).

Ecco, è a questo punto che comincio a leggere pareri – anche di gente che sa tutte le cose di cui sopra – in base ai quali se non si dovesse tornare a votare subito, saremmo di fronte a un golpe.

Quindi, a che serve votare? La Lega è minoritaria sia alla Camera sia al Senato. Ci sono diverse strade possibili prima delle elezioni. Eppure, da domani, giornali di destra e tivvù ci bombarderanno con ipotesi di congiure, complotti vari e golpe in atto per non far governare Salvini, che nel 2018 (cioè l’altro ieri) non ha assolutamente vinto le elezioni, ma che semplicemente è reduce da un buon successo alle Europee e pare sia in cima alle classifiche di gradimento nelle rilevazioni demoscopiche.

Perché la verità è una ed è semplice: i̶n̶ ̶q̶u̶e̶s̶t̶o̶ ̶p̶a̶e̶s̶e̶ ̶d̶i̶ ̶m̶e̶r̶d̶a̶ nella nostra meravigliosa patria non conta quello che la gente vota, ma quello che risponde ai sondaggi.

Il mazzo è regolare perché il tavolo è truccato.

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