Come si può vedere dal sito dell’organizzazione no-profit Public Banking Institute, gli Stati Usa che hanno avviato progetti legislativi per dotarsi di una banca pubblica sono California, Arizona, Hawaii, Washington, Montana, Illinois, Maine, New Hampshire, Massachusetts, Oregon, Idaho, New Mexico, Louisiana, Virginia, Vermont, New York e Maryland.
Seppure tempi e modalità di questi progetti di legge siano diversi da Stato a Stato, tutti si ispirano al medesimo principio di fondo: basta dare in gestione i budget statali (i proventi fiscali non federali) a fondi d’investimento privati di Wall Street che investivano quei danari pubblici in attività speculative all’estero; meglio usare quei soldi per capitalizzare una banca pubblica locale che sostenga l’economia locale, oltre che riversare gli utili nelle casse statali. I soldi della comunità rimangono nella comunità.
Particolarmente innovative le legislazioni di Hawaii e Arizona riguardo al fenomeno – sempre più diffuso negli Stati Uniti – delle famiglie che vengono espropriate delle loro case dalle banche private alle quali non riescono più a pagare il mutuo. La banca statale dell’Arizona rifinanzierebbe i mutui a condizioni agevolate per i proprietari delle case. Quella delle Hawaii acquisterebbe direttamente la casa su cui grava il mutuo per poi affittarla a chi ci abitava ad un equo canone.
Statalismo socialista, per gli strenui difensori della tradizione liberista americana. Una gestione più sensata e sociale delle risorse, per i politici locali americani – non certo di sinistra – che hanno proposto queste legislazioni.
Fonte.
S'intravede forse un po' di luce in fondo al tunnel?
Nessun commento:
Posta un commento