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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

18/05/2014

Cataclisma devasta Serbia e Bosnia. Balcani dimenticati


Serbia e Bosnia travolte. Alluvioni, frane, straripamenti, almeno 30 morti e 30mila sfollati di cui per ora si ha notizia. E’ emergenza in Serbia e Bosnia-Erzegovina dopo giorni di piogge ininterrotte. Servono aiuti e serve la solidarietà. La disattenzione dei grandi media. La carenza di notizie.


Le immagini ci raccontano più della parole che comunque mancano o sono drammaticamente confuse. Le notizie che arrivano attraverso il circuito dei grandi media sono scarse e spezzettate. I nuovi media, il web, sostituiscono le disattenzioni colpevoli ma non aiutano ad avere un quadro complessivo. Sappiamo e vediamo dalle immagini che iniziano ad arrivare che i Balcani sono stati travolti da devastanti inondazioni, le peggiori in quella parte d’Europa negli ultimi 120 anni.


Assolutamente incerto e provvisorio il bilancio dei danni. Per quanto reso ufficiale al momento, in Serbia, Bosnia e parte della Croazia si contano almeno 27 vittime, decine di migliaia di evacuati e danni incalcolabili all’agricoltura, alle infrastrutture e al patrimonio artistico-culturale. Ma siamo assolutamente lontani da un reale quantificazione del disastro. Il bilancio dei morti è destinato ad aggravarsi, con le autorità che temono l’emergere di altri cadaveri con il ritirarsi delle acque.



Solidarietà internazionale ancora a rilento e iniziative di solidarietà ancora da far decollare. Su Twitter arriva un appello di Djokovic, il campione serbo numero due del tennis mondiale: “Servono aiuti per tutti. Aiutiamo le persone in pericolo! Aderite alle iniziative di solidarietà!”. Sì, ma quali? Analogo appello di Stankovic, ex giocatore dell’Inter. Eppure l’orgogliosa Serbia già ringrazia per qual poco fatto sino ad ora, attraverso il suo ministro degli esteri e vicepremier Ivica Dacic.


Il ministro ha ringraziato tutti i Paesi, Italia compresa, che hanno fornito finora aiuti e assistenza per i soccorsi alle popolazioni colpite dalle inondazioni senza precedenti che hanno colpito la Serbia negli ultimi giorni. “Considerando la grave situazione che ancora regna nel Paese, gli aiuti saranno di certo necessari anche nel prossimo futuro”, ha detto Dacic. Più incerte le notizie che arrivano dalla Bosnia dove ad essere state colpite sono zone spesso impervie e normalmente mal collegate.


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