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25/02/2022

Colombia - I guerriglieri dell’ELN attuano tre giorni di “paro armado”

Sette poliziotti sono rimasti feriti mercoledì durante il primo dei tre giorni di “paro armado” convocato dall’Esercito di Liberazione Nazionale, una formazione guerrigliera marxista colombiana che non ha accettato il negoziato con il governo. Tre soldati sono stati feriti in una imboscata il 20 febbraio.

I guerriglieri hanno piazzato ordigni esplosivi in varie regioni della Paese. Il primo è esploso, ferendo un agente, nella città di Cucuta. Nel corso della giornata si sono verificati altri incidenti in varie regioni del Paese, in particolare nell’ovest e nel sud-ovest della Colombia.

Alcune delle principali strade di accesso nel dipartimento del Cauca sono state bloccate da veicoli in fiamme, posti di blocco e oggetti sospetti. Al momento l’episodio più grave si è verificato nel municipio di San Gil, nel dipartimento di Santander, dove un ordigno è esploso mentre la polizia cercava di rimuoverlo dalla strada. Sette agenti sono rimasti feriti.

Esperti di esplosivi della Polizia nazionale colombiana sono stati dispiegati in altre aree dell’interno e della costa atlantica per verificare la presenza di esplosivo all’interno di pacchi sospetti lasciati sulle strade di accesso a diversi centri urbani.

A Cesar i guerriglieri dell’ELN hanno fatto saltare in aria un ponte isolando completamente il municipio di Pailitas.

Tre giorni fa un dirigente dell’ELN, Humberto Restrepo Benjumea “Mono Clinton”, accusato dei sequestri di tre imprenditori negli scorsi anni, è stato condannato a 40 anni di carcere.

Il “paro armado” è un tipo di azione usata nel tempo da diverse organizzazioni guerrigliere dell’America Latina. Consiste principalmente nell’impedire la circolazione in un determinato territorio, il tempo utile ad eseguire azioni armate contro obiettivi civili e militari.

In genere viene annunciata con anticipo per dare modo alla popolazione di conoscere i rischi che si possono correre circolando nelle zone interessate. È opinione consolidata che che le organizzazioni guerrigliere usino questo strumento, oltre che per gli obiettivi a breve termine, anche per misurare e mostrare il grado di controllo sulla popolazione e sul territorio.

L’azione dovrebbe terminare alle 6 della mattina del 26 febbraio, scrive l’ELN in un comunicato contro “Duque e il suo malgoverno“, specificando che “La popolazione si potrà muovere solo per ragioni umanitarie collegate con attività funerarie o di emergenza medica. Raccomandiamo alla popolazione di rimanere nelle case o luoghi di lavoro ed evitare spostamenti, per motivi di sicurezza”, si legge nel volantino fatto circolare alla vigilia del nuovo “paro”.

Secondo quanto riporta il quotidiano El Tiempo, in diverse zone del paese – le regioni orientali di Arauca e del Norte de Santander, come la zona sudoccidentale del Cauca, non lontano dall’Ecuador – la popolazione ha effettivamente deciso di limitare gli spostamenti.

L’iniziativa, aveva denunciato alla vigilia Diego Molano, il ministro della Difesa della Colombia (paese membro della Nato, ndr), serve per “infondere terrore nella popolazione colombiana”. “L’ELN è un gruppo narcoterrorista e criminale, con inoltre alcuni dirigenti codardi che si nascondono in Venezuela”, ha detto il ministro ricordando che tutti gli “alti papaveri della banda” che sono passati in Colombia “sono stati arrestati o abbattuti”.

Molano ha più volte avvertiti che la “Forza pubblica è interamente dispiegata sul territorio, per garantire la mobilità e il trasporto dei colombiani”. Le autorità hanno nei giorni scorsi messo in collegamento l’annuncio del “paro” con le elezioni legislative di marzo, parlando di un clima atto a intimidire la popolazione orientandone il voto alle urne.

L’Esercito di liberazione nazionale (ELN) è una formazione guerrigliera di ispirazione marxista-leninista. L’organizzazione è stata fondata da sacerdoti cattolici radicali, ed è tra i principali protagonisti del conflitto interno che attraversa la Colombia dal 1964 e, dal momento in cui le FARC (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia) hanno sottoscritto l’accordo di pace definitivo con Bogotà, è di fatto la formazione guerrigliera più forte del paese.

Due anni fa una parte della FARC – vista la strage di ex guerriglieri rientrati nella vita sociale e politica, ad opera di squadroni della morte organizzati dal governo – ha rotto con l’organizzazione ufficiale ed è tornata alla guerriglia. L’ELN è stata inserita nella “lista nera” dei gruppi terroristici redatta da Colombia, Perù, Stati Uniti, Canada e Unione Europea.

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