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19/10/2018

Studenti in lotta, in piazza il 20 ottobre

Anche noi studenti della Campagna BastAlternanza scenderemo in piazza sabato 20 ottobre per partecipare alla grande mobilitazione nazionale conto il governo giallo-verde e per le Nazionalizzazioni dei settori strategici dell’economia di questo paese.

Sappiamo benissimo cosa si nasconde dietro ai processi di privatizzazioni sfrenate che i governi sia di centrodestra sia di centrosinistra da anni portano avanti. Lo viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle.

Le nostre scuole sono state piegate agli interessi delle aziende private, e con loro anche noi ci vediamo costretti in questo processo a regalare la nostra mano d’opera gratuitamente e senza diritti.

L’alternanza scuola-lavoro ha segnato infatti la netta subordinazione della scuola agli interessi delle imprese, che nel concreto creano profitti grazie a questo modello politico.

Ma come ribadiamo da sempre l’alternanza è solo l’ultimo tassello di un grande processo. Basti pensare ai finanziamenti per il pubblico che vengono tagliati da anni e in questo modo i nostri edifici continuano a cadere a pezzi mentre gli istituti privati sono sempre più favoreggiati o a provvedimenti come lo School Bonus.

Come se non bastasse da quest’anno dobbiamo fare i conti anche con la normalizzazione della presenza delle guardie nelle nostre scuole, avvenuta attraverso “scuole sicure” del ministro fascista Salvini, che, seguendo le orme di Minniti e del PD, mira a eliminare ogni spiraglio di conflittualità sociale, anche nei nostri istituti.

La retorica della sicurezza incentrata solo ed esclusivamente sulla sorveglianza e la repressione ci trova del tutto contrari. La scuola neoliberista di oggi è quella che ci vuole precari, flessibili, ma anche sorvegliati e servi.

Il modello politico neoliberista non produce altro che disuguaglianza e impoverimento. La nostra è una volontà di rottura, l’alternativa è, e può essere soltanto rivendicare una scuola pubblica dalla quale i privati non possono trarre profitto. Una scuola pubblica che rimetta al centro dei suoi interessi la formazione degli studenti e non il profitto di pochi, come da anni a questa parte.

Come studenti scenderemo in piazza per lottare contro le privatizzazioni, nella consapevolezza che queste sono ormai estese a tutti i settori strategici del nostro paese: dalle autostrade ad industrie fondamentali come L’ILVA è oggi più che mai urgente riprendere la battaglia per le nazionalizzazioni e il controllo popolare su tutto ciò che ci hanno tolto. Siamo pronti a non fare un passo indietro, insieme ai lavoratori sfruttati e precari che come noi vivono le conseguenze di queste politiche saremo convintamente in piazza a dire che va smantellato questo modello e costruita un’alternativa, conflittuale e di classe.

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