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22/10/2018

“Contro Macron e Salvini, un’Europa per la gente”: le politiche migratorie secondo noi

La traduzione del documento congiunto sulle politiche migratorie pubblicato il 18 ottobre 2018 dai leader di Podemos, France Insoumise, Bloco de Esquerda (Portogallo) e Alleanza Rosso-Verde (Danimarca).

Dedicato a quei servi “di sinistra” del neoliberismo che seminano volontariamente confusione sulle posizioni di questi movimenti a proposito dell’immigrazione.

Gentaglia che va politicamente spazzata via il prima possibile, abituata a mentire e mascherare sotto una retorica “progressista” l’appoggio pieno alle politiche di austerità che alimentano il malessere sociale che, da tempo, viene poi dirottato strumentalmente dalla destra neofascista o fascioleghista contro i migranti, nell’ennesimo fronte della “guerra tra poveri”.

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Questa settimana avrà luogo il Consiglio Europeo a Bruxelles. Sarà il primo che si celebra da quando il governo austriaco, guidato da Sebastian Kurz, ha assunto la presidenza del Consiglio. L’asse politico europeo si sta spostando verso l’estrema destra, con la formazione del governo italiano di 5 Stelle e Lega e la svolta autoritaria in paesi come Ungheria e Polonia, che hanno voltato le spalle, tra le altre tante cose, al diritto internazionale sul tema dell’asilo.

Nell’attuale contesto di polarizzazione, le posizioni di Salvini e Macron, più che rivali, risultano essere totalmente complementari. È esattamente l’assenza di solidarietà europea ciò che, insieme alle politiche di austerità, ha alimentato la xenofobia in tutta Europa negli ultimi decenni, e che ora permette a Salvini di agire contro i migranti in Italia. La presidenza di Kurz segna un salto di qualità delle tendenze reazionarie nello spazio politico europea, alimentando il mantra della scarsità delle risorse per aumentare la concorrenza tra gli oppressi. Questo mantra, creato e alimentato dal neoliberismo, unifica le forze reazionarie, dall’”estremo centro” di Macron fino all’estrema destra di Salvini.

Come forze progressiste emergenti, ci opponiamo alle soluzioni di una Unione Europea che soffre di una grave assenza di solidarietà e rispetto dei diritti umani. Le presunte soluzioni degli ultimi mesi per distribuire tra pochi paesi le persone migranti salvate nel Mediterraneo non sono sufficienti se non si basano su una politica di accoglienza reale e duratura.

Alla luce di questi elementi, vogliamo dire forte e chiaro che ci opponiamo alla politica di gestione dei confini della Ue promossa da Frontex, che condanna a morte migliaia di persone nel Mediterraneo e permette che crescano voci autoritarie come quella di Salvini. Ci opponiamo fermamente alla politica della Fortezza Europa, basata sull’esternalizzazione delle frontiere, che viola la sovranità di paesi terzi e rende la Ue responsabile delle morti, degli stupri e delle torture che si producono contro i richiedenti asilo in Libia e in tutta l’Africa, mentre si spiana la strada alle mafie. Questo disprezzo per i diritti umani e per i principi delle normative sul diritto all’asilo è una seria minaccia per i diritti della stessa cittadinanza europea.

Inoltre, la Ue ha enormi responsabilità nell’origine di questi movimenti migratori, a causa delle esportazioni di armi, del saccheggio delle risorse naturali, delle politiche di spoliazione delle ricchezze da parte delle multinazionali o degli accordi di libero commercio che aprono la strada alla corruzione. Del resto, concentrando il dibattito unicamente sull’immigrazione, Macron e Salvini stanno provando a nascondere i problemi reali della popolazione in Europa.

All’interno della stessa Ue rifiutiamo la fatalità dell’esilio forzato di centinaia di migliaia di giovani europei (specialmente del sud), che si vedono obbligati ad abbandonare i propri paesi devastati dalla disoccupazione causata dalle politiche di austerità. Allo stesso modo, non ci possiamo rassegnare all’impotenza di fronte all’aumento delle tensioni internazionali e alla moltiplicazione dei conflitti armati che portano alle migrazioni forzate. Non possiamo neanche abbandonare la lotta per una profonda trasformazione ecologica del sistema produttivo ed energetico: interi territori del nostro pianeta stanno diventando inabitabili, e non si tratta di un’evoluzione naturale, bensì del frutto del riscaldamento globale generato dai nostri attuali modelli di produzione e di consumo.

Difendiamo una politica di accoglienza e difesa dei diritti fondamentali per una Ue che non fugga di fronte alle proprie responsabilità. Come abbiamo dichiarato nello scorso mese di giugno, l’Europa non è mai stata così prospera, e allo stesso tempo, così diseguale. L’applicazione delle politiche di austerità non ha risolto nessuno dei problemi strutturali che hanno condotto alla crisi. Dobbiamo abbandonare la politica del salvataggio delle banche che trasferisce i costi alla popolazione.

La riunione del Consiglio di questa settimana sarà la messa in scena di come l’estrema destra prova ad appropriarsi del futuro dell’Europa. Macron e i suoi amici liberali fingeranno di opporsi ad essi mentre continueranno ad organizzare l’esternalizzazione dei confini e l’incremento delle espulsioni.

La nostra soluzione si deve basare sui diritti sociali, sui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici come sulla difesa delle nostre istituzioni democratiche e dei principi femministi, LGTBI e antirazzisti. Difendiamo una politica di accoglienza sincera, degna e decente, coordinata tra tutti i paesi europei, così come una politica di cooperazione internazionale, invece degli attuali accordi di libero commercio.

Se ci dicono che non si può, che questa alternativa non è possibile all’interno delle istituzioni e dei trattati europei, risponderemo che la reazione di fronte all’ingiustizia, e la volontà democratica e organizzata della gente, è sempre stata il motore che ha fatto cambiare le cose.

Questa è la nostra priorità: costruire un’alleanza internazionale che metta la solidarietà e i diritti sociali al centro della politica e al di sopra di tutto.

Pablo Iglesias, segretario generale di Podemos

Catarina Martins, coordinatrice del Bloco de Esquerda (Portogallo)

Jean-Luc Mélenchon, capogruppo di France Insoumise nell’assemblea nazionale (Francia)

Søren Søndergaard, deputato di Enhedslisten – Alleanza Rosso-Verde (Danimarca)


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