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lunedì 15 ottobre 2018

BastAlternanza. Dopo la mobilitazione studentesca del 13

Lo scorso Sabato 13 ottobre gli studenti e le studentesse della Campagna BastAlternanza si sono ritrovati al CPA di Firenze per decidere insieme le tappe di questo autunno caldo e per rilanciare un percorso che poco più di un anno fa ci ha permesso di creare una rete a livello nazionale, costruita sulla necessità di unire le lotte studentesche e intrecciarle con il mondo del conflitto a 360 gradi.

In un paese in cui il nuovo governo auto proclamatosi come il “governo del cambiamento” non sembra invece minimamente intenzionato a distaccarsi dal modello di scuola neoliberista, in cui le conoscenze vengono soppiantate dalle competenze e il modello da seguire diventa il modello d’istruzione tedesco, dove strumenti come quello dell’Alternanza Scuola-Lavoro sono parte di un sistema che si rivela intrinsecamente classista, noi studenti della Campagna BastAlternanza ci prepariamo a costruire l’opposizione.

Opposizione ad un governo che nasconde i suoi intenti regalando briciole mentre fomenta la guerra tra poveri e la repressione delle lotte sociali, ma anche ad una “sinistra” che oggi prova a riunirsi sul nulla e che festeggia come vittoria la diminuzione delle ore di Alternanza, vittima e complice ancora una volta dei paradigmi neoliberisti.

Occorre quindi costruire una risposta che sappia essere alternativa, indipendente e di rottura: inclusiva e orizzontale nella sua costruzione concreta ma chiara e netta nei contenuti.

Per tutti questi motivi, la Campagna BastAlternanza attraverserà con forza la mobilitazione di sabato 20 ottobre, per la nazionalizzazione dei settori strategici dell’economia di questo paese, nella consapevolezza che oggi, più che mai, è necessario e urgente contrastare l’aziendalizzazione imperante nel mondo della scuola pubblica e l’entrata dei privati in ogni settore dell’istruzione, dalle scuole medie e superiori all’università.

Ma la Campagna BastAlternanza saprà intrecciare le proprie lotte anche con quelle dei migranti e di tutti quei settori della società che vivono sulla pelle il massacro sociale a cui siamo soggetti, proseguendo il percorso all’interno della piattaforma di lotta Fight/Right e continuando il proprio lavoro contro la repressione dei settori conflittuali che si riversa anche all’interno della scuola con decreti come Scuole Sicure.

Ma soprattutto lavoreremo per dare vita a una mobilitazione nazionale di tutto il comparto scuola per reclamare il diritto a volere un modello di scuola diverso, di qualità per tutti, che sappia rendere effettivo il diritto allo studio appianando le differenze sociali, religiose ed economiche. Chiederemo l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, delle Invalsi, più fondi per i laboratori e per l’edilizia pubblica scolastica. Vogliamo le guardie e i privati fuori dalle nostre scuole, lottiamo contro lo stra-potere dei presidi. Vogliamo intrecciare la nostra lotta con la lotta di tutti i lavoratori del mondo della scuola, che soffrono, come noi, la condizione di sudditanza a cui siamo costretti.

Ci troverete in ogni scuola, in ogni strada, in ogni quartiere. Se pensate che ci accontenteremo delle vostre briciole vi sbagliate. Basta con i compromessi: quest’autunno ci riprendiamo tutto.

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