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15/03/2026

Il NO sociale riempie la piazza e materializza una alternativa


Il colpo d’occhio sulla piazza di ieri a Roma restituisce l’immagine di una manifestazione più che riuscita. Il corteo convocato del No sociale ha visto in piazza almeno 20mila persone contro il Governo Meloni!

Ma soprattutto ha visto definirsi con decisione un NO alla controriforma costituzionale sulla giustizia, alle politiche di guerra che impoveriscono il paese e alle misure repressive che il governo sforna ormai a ritmi ossessivi sin dal suo insediamento.

Insomma molto di più della sola indicazione di votare no al referendum del 22 e 23 marzo.

Il lungo serpentone umano si è snodato da Piazza della Repubblica per concludersi a Piazza San Giovanni con gli interventi dal camion-palco aperto da uno striscione che recitava il NO al referendum, alla guerra e al governo liberticida.

C’erano le lavoratrici e i lavoratori protagonisti degli scioperi di questo autunno, c’erano le famiglie in lotta per il diritto all’abitare, ma soprattutto c’erano tantissime e tantissimi giovani e studenti che hanno chiesto le dimissioni di un Governo sempre più nemico delle fasce popolari, piegato alle politiche belliciste di NATO, UE e USA e che sta condannando il Paese a un futuro di guerra, precarietà e sfruttamento. A richiamare l’emergenza della guerra in corso in piazza anche un gruppo di cittadini iraniani. Tante le bandiere palestinesi, cubane e venezuelane.

“È il momento di dire basta con questo governo di guerra e carovita: votiamo no al referendum, verso la mobilitazione operaia in primavera” annuncia l’USB.

Durante il corteo sono state bruciate le immagini del ministro Nordio e della Meloni, quelle di Trump e Netanyahu e una bandiera statunitense. Stizzite le reazioni della destra e del governo ma anche quelle di Giuseppe Conte e dell’Anm. La Digos fa sapere che denuncerà gli autori per vilipendio.

“Era una provocazione carnevalesca per non far sparire un corteo di 20mila persone! Lo sanno tutti che in questo paese chi non fa parte del club esclusivo della destra e del centrosinistra viene silenziato” scrive in un comunicato Potere al Popolo che poi risponde anche a Conte “Magari stavolta, guardando il dito arrivate anche alla Luna. Non se ne abbiano a male Nordio e Meloni, sempre a fare le vittime”.

Il problema infatti è anche questo. Le manifestazioni pacifiche e popolari, anche se partecipatissime, vengono ignorate e silenziate dai media. È sufficiente però bruciare un cartone per costringerle a parlarne. E allora... 

Ma se la reazione della destra e del governo si capisce, la stigmatizzazione di Conte colpisce.

Le forze del campo largo dell’opposizione hanno condotto una battaglia per il no nel referendum di bassissimo profilo, quasi esclusivamente nei talk show televisivi, poco o nulla nelle strade o tra la gente. La segretaria del PD Schlein è arrivata ad affermare che in caso di vittoria del No non chiederà le dimissioni della Meloni, mentre in Parlamento l’opposizione articola una opposizione spesso più “spettacolare” che organizzata, rendendo nuovamente attuale la definizione di “cretinismo parlamentare”.

“È contro tutto questo che siamo scesi in piazza oggi, e con questo spirito che voteremo NO al referendum e continueremo a mobilitarci contro il governo Meloni e le finte opposizioni, sempre più complici dell’esecutivo” – denuncia Potere al Popolo al termine della manifestazione – “Costruiamo l’alternativa politica e sociale autonoma e indipendente, mandiamo a casa il Governo e fermiamo la guerra al fianco dei popoli che resistono, per rimettere al centro le necessità delle fasce popolari”.

La battaglia politica per il NO al referendum andava sostanziata nel paese e questo ha fatto il Comitato per il NO sociale sia sui territori che nella riuscita manifestazione nazionale di ieri a Roma. L’alternativa sta prendendo forma ma deve marciare sulle idee e sulle gambe delle donne e degli uomini non nei salotti televisivi.

Fonte e foto

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