Prevedere il futuro è complicato, come noto. Ad aiutarci in queso difficile compito c’è però la Exxon (Esso in Europa) che ha pubblicato un corposo paper (The Outlook for Energy: a wiev to 2040) dove viene analizzato il futuro del consumo mondiale di combustibili fossili (carbone fossile, gas naturale e petrolio).
La natura sostanzialmente pubblicitaria
di questo testo è meravigliosamente chiara quando si legge,
nell’avvertenza che precede il testo, che “Le effettive condizioni
future (inclusa la situazione e la crescita economica, l’aumento
demografico, la crescita della domanda di energia e il relativo mix, le
future fonti di approvvigionamento energetico, i riflessi dello sviluppo
tecnologico e le emissioni di carbonio) potrebbero differire in maniera
sostanziale a causa di variazioni della domanda, dell’offerta di
energia e di situazioni di mercato che potrebbero avere riflessi sui
prezzi di petrolio, gas e prezzi di altre commodities energetiche, di
cambiamenti normativi e altri eventi politici, dello sviluppo
tecnologico, di iniziative di competitors, dello sviluppo di nuove fonti
di approvvigionamento, di cambiamenti demografici e di altri fattori
trattati negli Scenari [...]”.
Con un’avvertenza del genere chiunque
potrebbe permettersi di pubblicare un Outlook contenente più o meno
qualsiasi cosa, anche la meno probabile: ed in effetti la Exxon ci è
riuscita, pubblicando un documento in cui la parte più interessante sono
inevitabilmente le belle fotografie che fanno da complemento al testo.
Meglio farebbe la Exxon ad anticipare i
tempi dichiarando pubblicamente quale sia la situazione dei propri
giacimenti di petrolio ed ammettendo francamente che la produzione
futura di greggio è destinata a calare inesorabilmente creando una
complessissima serie di contraccolpi sull’economia mondiale; ovviamente
questo non avverrà, dato il fatto che già oltre 10 anni fa sarebbe stato
possibile non pubblicare ma anche solamente commentare dati da lungo
tempo pubblici che preannunciavano esattamente questo.
E’ anche da notare che giusto quasi 10 anni fa la British Petroleum
ha cambiato slogan in “Beyond Petroleum”: non sono seguiti poi atti di
grande coerenza neanche nel caso della BP, ma la Exxon, pubblicando dei
report come quello del 2014 si conferma sempre di più come una delle
punte di diamante del negazionismo e di un approccio volutamente
minimale ad un problema di dimensioni assolutamente schiaccianti che la stessa Exxon ha contribuito per prima in assoluto a far sorgere.
Avvertenza:
“Gli Scenari Energetici contengono
informazioni che hanno carattere di previsione. Le effettive condizioni
future (inclusa la situazione e la crescita economica, l’aumento
demografico, la crescita della domanda di energia e il relativo mix, le
future fonti di approvvigionamento energetico, i riflessi dello sviluppo
tecnologico e le emissioni di carbonio) potrebbero differire in maniera
sostanziale a causa di variazioni della domanda, dell’offerta di
energia e di situazioni di mercato che potrebbero avere riflessi sui
prezzi di petrolio, gas e prezzi di altre commodities energetiche, di
cambiamenti normativi e altri eventi politici, dello sviluppo
tecnologico, di iniziative di competitors, dello sviluppo di nuove fonti
di approvvigionamento, di cambiamenti demografici e di altri fattori
trattati negli Scenari e nella sezione “Factor Affecting Future Results”
– alla pagina “Investors” – del sito www.exxonmobil.com. Si invita a consultare anche il punto 1A dell’ultimo Form 10-K della ExxonMobil.”
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