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16/05/2014

Palestina - Abbas in Venezuela per un altro riconoscimento diplomatico

Il giorno dopo le manifestazioni per la Nakba, in cui hanno perso la vita due ragazzi palestinesi uccisi dal fuoco israeliano in Cisgiordania, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas (Abu Mazen) è atterrato in Venezuela in cerca del sostegno di Caracas per il riconoscimento dello status di osservatore in tre organizzazioni latinoamericane: l’Unione delle nazioni sudamericane;  l’Alleanza bolivariana per le Americhe; la Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi.

Abbas incontrerà il presidente venezuelano Nicolas Maduro per parlare della questione e dei falliti negoziati con Israele, e visiterà la tomba di Hugo Chavez. L’Anp nel novembre del 2012 ha ottenuto lo status di osservatore alle Nazioni Unite e adesso prosegue questo cammino diplomatico di riconoscimento internazionale della Palestina, scatenando la strenua opposizione di Tel Aviv.  E prosegue anche la riconciliazione con il movimento islamico Hamas che governa la Striscia di Gaza, sotto assedio israeliano dal 2007.

Anche questa osteggiata dagli israeliani. È di ieri la notizia di una prima intesa tra Hamas e Fatah sulla riunificazione delle forze di sicurezza palestinesi. Uno degli ostacoli più grandi sulla strada della riconciliazione, iniziata a fine aprile. Il primo ministro di Gaza, Ismail Haniyeh, ha detto all’agenzia palestinese Ma’an che c’è un accordo e che Hamas lo rispetterà: “Abbiamo accettato ogni dettaglio del file sulla sicurezza, siamo impegnati a rispettarlo”, ma “non rinunceremo all’arma della resistenza e non abbandoneremo la resistenza”.

Inoltre, Haniyeh ha assicurato che non sarà licenziato alcun dipendente pubblico quando sarà formato il governo di unità nazionale. Il piano di riconciliazione prevede che Abbas formi un esecutivo tecnico entro la fine del mese di maggio e il principale compito del governo sarà organizzare le elezioni entro il 2015. Il cammino è disseminato di scetticismo, anche da parte degli stessi palestinesi che hanno visto fallire altri tentativi di riavvicinamento tra Hamas e Fatah, ma la situazione attuale apre uno spiraglio sul successo dell’impresa. Hamas in questo momento è isolato e alle prese con grossi problemi finanziari, soprattutto a causa della chiusura delle frontiere da parte dell’Egitto. Finora ha mostrato disponibilità “liberando” la residenza del presidente dell’Anp a Gaza, utilizzata come una sede della sicurezza del movimento.

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