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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

14/05/2014

Siria nel medioevo Aleppo alle sete L’assedio jihadista


Aleppo è senza acqua potabile da oltre una settimana: l’antica metropoli siriana del nord, da quasi due anni divisa in quartieri controllati dal regime e altri in mano a miliziani tra i più radicali, rischia di essere travolta in una vera e propria catastrofe umanitaria. Ora è rischio epidemie.

Come negli assedi del medioevo quando si imponeva la resa per fame e per sete. Aleppo è senza acqua potabile da oltre una settimana e rischia una catastrofe umanitaria per l’interruzione dell’acqua corrente a milioni di civili, già esposti ai bombardamenti aerei e di artiglieria e privati spesso per giorni dell’elettricità. L’appello giunge disperato da un folto gruppo di attivisti della società civile locale, che chiede alle parti in guerra e alla comunità internazionale di intervenire quanto prima per salvare la popolazione locale dalla sete e da epidemie dovute alla mancanza di igiene.



Otto giorni fa, miliziani qaedisti della Jabhat al Nusra, che controllano assieme ad altri insorti radicali alcuni quartieri orientali della città, hanno chiuso le condotte della stazione di pompaggio d’acqua nel quartiere periferico di Suleiman al Halabi, che di fatto assicura il rifornimento idrico dal fiume Eufrate all’intera provincia. “Il loro intento era quello di non far arrivare l’acqua ai quartieri occidentali, controllati dalle forze lealiste”, afferma un esponente della società civile locale. La crisi sta coinvolgendo tutta la città senza distinzione di fronti. Una situazione che si aggrava di ora in ora.

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