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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

12/12/2014

Oggi lo sciopero “a babbo morto” della Cgil

Oggi è il giorno dello sciopero generale proclamato da Cgil, Uil e Ugl. Sono previste manifestazioni in oltre 50 città. I sindacati ufficiali tranne la Cisl, nella piattaforma, chiedono al governo di “cambiare in meglio la legge sul lavoro" - il Jobs Act appena approvato - e la legge di stabilità, rimettendo il lavoro al centro. Lo sciopero arriva dunque quando, almeno in Parlamento, i giochi sui provvedimenti sul lavoro sembrano fatti. Le polemiche nei giorni scorsi sono salite verso gli esponenti della Cgil (Epifani, Damiano etc.) che come parlamentari hanno votato sì invece che votare contro il Jobs Act che oggi viene invece contestato in piazza.

Alla vigilia dello sciopero, la tensione tra sindacati e governo era schizzata verso l'alto a causa dell'intervento del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi che aveva precettato i ferrovieri. Una decisione sulla quale l'esecutivo ha poi fatto marcia indietro, revocando la precettazione. Un precedente interessante se, anche in futuro, verrà applicata a tutti i sindacati e a tutte le convocazioni di sciopero e non solo a quelli convocati dalla Cgil.

La segretaria della Cgil Camusso parlerà al comizio di Torino, mentre il segretario della Uil Barbagallo parlerà a quello di Roma. A Milano dopo la manifestazione, i sindacati si ritroveranno in piazza Fontana per ricordare il 45° anniversario della strage di Stato. Landini invece parlerà al comizio sindacale di Genova. "Questo sciopero che in tutto il paese ha accolto anche il sostegno di altre organizzazioni sindacali oltre Cgil e Uil, dimostra con precisione che questo governo non ha il consenso della maggioranza del paese" ha detto Landini.

Severo invece il giudizio su questo sciopero da parte di Giorgio Cremaschi, ex dirigente storico della Fiom/Cgil. “Il ritardo vero dello sciopero sta nella incapacità del gruppo dirigente della Cgil di rompere con tutte le politiche di questi decenni” che pure ritiene importante questa giornata di mobilitazione dei lavoratori “È questo muoversi con il freno permanente della paura di scegliere e percorrere vie nuove che non va. Sono trenta anni che in Italia il lavoro perde diritti e salario, anche grazie a grandi accordi sindacali. O si capisce che è giunto per il sindacato, per la Cgil, il momento di cambiare strada, oppure lo sciopero generale sarà una parentesi di lotta e speranza tra due rese”.

Tra i sindacati di base e conflittuali l'unico a pronunciarsi sullo sciopero di oggi è l'Usb (i siti dei Cobas e della Cub non pubblicano posizioni in merito): "Perché la Cgil non ha scioperato il 24 ottobre quando lo ha fatto USB? Poteva addirittura anticipare il nostro sindacato, stupirci con effetti speciali e tentare di bloccare o almeno ostacolare l'approvazione dei provvedimenti del governo Renzi portando nelle strade italiane migliaia di persone ogni giorno!" scrive in una nota l'Usb "Scioperare contro una legge già approvata evitando con cura di tentare di bloccarla prima è un sacrilegio, ma farlo in presenza di una “legge delega” è un peccato mortale perché coscienti di aver lasciato al Governo carta bianca almeno per i prossimi sei mesi".

Vedremo nella giornata come andrà lo sciopero e se la rabbia crescente dei lavoratori, dei precari e dei disoccupati avrà la possibilità di trasformarlo in una vera giornata di lotta, oppure se – come consuetudine – la Cgil farà ancora una volta da camera di compensazione tra “Mondo di sopra” e “Mondo di sotto” per depotenziare il conflitto e riportarlo, come auspicato, al tavolo della concertazione.

vedi anche:

Le motivazioni dello sciopero secondo Martini (Cgil)

Cremaschi: "Così non va!"

Tomaselli. Sciopero Cgil. La rimozione dei cerchiobottisti

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