Presentazione


Aggregatore d'analisi, opinioni, fatti e (non troppo di rado) musica.
Cerco

mercoledì 25 luglio 2018

I killer prezzolati sulle “unghie rosse di Josephine”

Come tutte le storie di merda, gratti appena un poco ed escono i topi dalle fogne.

Nei giorni scorsi un post fetecchioso pubblicato sul foglio fascista “Il primato nazionale” (ci sono primati da stabilire anche nel peggio, pare...) provava a spiegare che Josephine, la donna sopravvissuta al naufragio del barcone e salvata da una nave dell’ong catalana Open Arms, era stata solo attrice di una recita. L’indizio-chiave? Aveva le unghie laccate di rosso, dunque non poteva essere stata in mare tutto quel tempo. Ergo, tutta una montatura “buonista” per criticare il governo e Salvini...

Post che diventa subito virale, come accade con la peste. Inutilmente i volontari sulla nave spiegano che quello smalto – che appare solo nelle foto scattate qualche ora dopo il salvataggio, non quando la tirano fuori dall’acqua con gli occhi sbarrati dall’orrore – lo avevano messo le donne presenti a bordo, tra i tanti gesti tentati per risollevare un po’ il morale di Josephine. Niente da fare, se aveva lo smalto sulle unghie, quel naufragio non c’è mai stato (e neanche l’altra donna e il bambino ritrovati morti, con tanto di foto e video che inchiodano la verità dei fatti anche nelle menti più ottuse)...

Uno dei migliori giornalisti italiani, ovviamente free lance e precario, si prende la briga di andare a vedere chi è l’autore di quel falso schifoso e lo intervista.

Prima sorpresa, è una donna, più o meno dell’età di Josephine, ma con tutt’altra carriera alle spalle. “Si definisce «ricercatrice indipendente», mai stata giornalista. Studi di economia e un passato nel modo della moda”.

Francesca Totolo – così si chiama questa primatista della bufala razzista – ci tiene persino a “chiarire” che per lei “i migranti sono vittime”, ma siccome su di loro si gioca una guerra di propaganda lei, che si definisce una “patriota”, ha scelto di stare dalla parte schifosa della barricata: quella che mente per professione.

Naturalmente non lo fa gratis, visto che il “Primato nazionale” è uno degli organetti di Casapound. Il cerchio si chiude.

Ci deve essere un motivo se la verità è rivoluzionaria e la menzogna è fascista...

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento