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martedì 24 luglio 2018

Siria - L'attivismo israeliano nella guerra è sempre più palese

di Michele Giorgio

L’operazione con la quale l’esercito israeliano ha fornito un “corridoio sicuro” per l’evacuazione di circa 800 “elmetti bianchi” – presunti operatori umanitari siriani finanziati dall’Occidente con 30 milioni di dollari all’anno malgrado siano ritenuti legati al braccio locale di al Qaeda – conferma come Israele non sia mai stato interessato ad ottenere  – anche attraverso bombardamenti aerei, come ha fatto ieri a Maysaf – soltanto l’uscita dalla Siria dei militari iraniani giunti in appoggio alle forze armate di Damasco.  Ziv Barel, analista militare del quotidiano israeliano Haaretz scriveva ieri che il coinvolgimento di Israele in Siria è molto più profondo e ampio dell'aiuto umanitario” che il governo Netanyahu afferma di fornire a civili vittime della guerra nel sud della Siria.

Non è insignificante che all’evacuazione degli “elmetti bianchi” verso la Giordania – da dove partiranno per Gran Bretagna, Germania e Canada – abbia preso parte anche la milizia nota con il nome di “Cavalieri del Golan”, inizialmente ostile alle attività israeliane in Siria ma poi divenuta – grazie a cospicui finanziamenti e aiuti messi a disposizione del governo Netanyahu, hanno scritto il Wall Street Journal e Intercept – alleata della Stato ebraico ed elemento centrale per la gestione di quella “zona cuscinetto” che Tel Aviv era intenzionata a creare davanti al Golan in territorio siriano. Un progetto tramontato dopo la liberazione del sud della Siria e la sconfitta del “Fronte meridionale” che include – a questo punto includeva – gruppi di ispirazione qaedista e jihadista (Isis incluso).

A questo punto non è da escludere che i “Cavalieri del Golan” già da giorni, se non settimane, entrino ed escano dal versante del Golan controllato da Israele dato che la loro presenza stabile in Siria non è più possibile proprio per la vittoria delle forze armate governative. Probabilmente sono e saranno usati per operazioni speciali, come è avvenuto l’altra notte per l’evacuazione degli “elmetti bianchi”.

Il fallimento della creazione di una “fascia cuscinetto” a ridosso del Golan occupato ha ridisegnato il futuro dell’area, per intervento della Russia alleata di Damasco all’interno di intese che, con ogni probabilità, riguardano anche Israele. La liberazione del territorio  meridionale e la partenza, in parte ancora in corso, dei miliziani jihadisti per la provincia di Idlib, vedrà lo schieramento delle forze governative siriane e degli osservatori delle Nazioni Unite lungo la linea di separazione con Israele. Sarà perciò ripristinata la situazione precedente al 2011. Assieme alle forze siriane delle brigate 90esima e 61esima si schiererà anche la polizia militare russa.

Secondo il quotidiano arabo Asharq al Awsat, la linea di separazione includerà tre settori. Il più vicino a Israele sarà smilitarizzato e vedrà la presenza di forze dell’ONU e della polizia russa. Il secondo inizierà 10 chilometri dietro in territorio siriano e vedrà la presenza di 350 carri armati dell’esercito siriano e 3.000 soldati con armi leggere. Nel terzo settore, l’esercito siriano dispiegherà 650 carri armati, 4.500 soldati e artiglieria a raggio limitato. L’accordo tra Israele e Russia includerebbe anche il via libera all’esercito siriano di operare  in quell’area contro lo Stato islamico che occupa ancora postazioni nel bacino del fiume Yarmouk. Forze russe inoltre si dispiegheranno a Tel al Harra – a 1.200 metri sul livello del mare – la più alta delle colline che si affacciano sul Golan occupato per monitorare l’attuazione dell’accordo di separazione.

Stando al quotidiano Haaretz, i Cavalieri del Golan potranno operare nella zona smilitarizzata a condizione che non attacchino le forze siriane, riproducendo la situazione nell’area di Beit Jann dove la milizia si muove in stretto coordinamento con Israele.

AGGIORNAMENTI

Siria: evacuazione elmetti bianchi una “attività criminale”
Il Ministero degli Esteri siriano ha definito l’evacuazione attraverso Israele verso la Giordania di centinaia di “elmetti bianchi” una “attività criminale” che ha rivelato il ruolo di Israele, degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali nel sostenere ciò che Damasco considera un “gruppo terroristico”. In una dichiarazione lunedì, un funzionario del ministero degli Esteri ha definito l’evacuazione un’ “operazione di contrabbando” che rivela anche il coinvolgimento di Israele nella guerra in Siria, nonostante le sue affermazioni in senso contrario.

Oggi incontro Israele-Russia su Siria
Il premier israeliano Netanyahu attende in giornata il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ed il capo di stato maggiore delle forze armate russe,Valery Gerasimov, con i quali discuterà di varie questioni regionali a cominciare dalla Siria.

Fonte

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