Il prigioniero anarchico Alfredo Cospito dovrà rimanere ancora sottoposto alle restrizioni del 41 bis.
Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha infatti respinto il ricorso presentato dal legale di Cospito contro la proroga del regime di carcere duro disposta dal ministero della Giustizia, confermando il rinnovo della misura restrittiva per altri due anni.
Cospito è detenuto ormai dal 2012, attualmente è rinchiuso nel carcere di Sassari, ed è sottoposto al 41 bis dal 2022. Il ricorso era stato presentato dall’avvocato Flavio Rossi Albertini, che aveva contestato le motivazioni alla base del decreto ministeriale.
Nel provvedimento, composto da 75 pagine, vengono richiamati i pareri favorevoli alla revoca del 41 bis espressi dalla Direzione nazionale antimafia, dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino e dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione del Viminale.
Secondo le valutazioni dei giudici, l’area anarchica che fa riferimento alla figura di Cospito rappresenterebbe ancora un “concreto pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale”.
Per questo motivo, sostengono che il ritorno a un regime detentivo meno rigido del 41 bis potrebbe consentire la ripresa di collegamenti e scambi di informazioni con ambienti ritenuti di matrice eversiva.
La difesa aveva confutato questa ricostruzione. Secondo il legale di Cospito, gli ultimi attentati rivendicati dalla Federazione anarchica informale risalgono ormai al biennio 2022-2023 e successivamente non sarebbero emersi episodi riconducibili alla stessa organizzazione. L’avvocato Rossi Albertini ha inoltre sottolineato che né Mercogliano né Ardizzone avrebbero avuto legami con la Fai. Il primo era stato assolto dall’accusa di appartenenza all’organizzazione nel processo ‘Scripta Manent’ di Torino, mentre la seconda era stata assolta nell’inchiesta ‘Sibilla’ della procura di Perugia, relativa alla rivista anarchica ‘Vetriolo’.
Tra i rilievi avanzati dalla difesa figura anche il richiamo, contenuto nelle motivazioni del rinnovo del 41 bis, a procedimenti giudiziari nei quali l’accusa di associazione con finalità di terrorismo è successivamente caduta.
Oltre all’inchiesta sulla rivista ‘Vetriolo’, viene citata anche l’operazione ‘Byalistok’ del 2020, che coinvolse alcuni frequentatori del centro sociale Bencivenga di Roma.
Nonostante le obiezioni della difesa, gli apparati dello Stato ritengono che Cospito continui a esercitare un ruolo di riferimento all’interno della galassia anarchica e che possa ancora trasmettere indicazioni all’esterno anche dal carcere. Nelle motivazioni del decreto si evidenzia inoltre il “rischio che il detenuto possa mantenere un flusso di informazioni” attraverso i colloqui autorizzati con la sorella. Da qui la proroga delle restrizioni carcerarie previste dal 41 bis.
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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
02/07/2026
Continua l’accanimento giudiziario e carcerario contro Alfredo Cospito
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