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28/07/2026

Brasile - Negati i visti ai “diplomatici” di Trump

Alla vigilia delle elezioni presidenziali brasiliane fissate per il 4 ottobre 2026, l’amministrazione Trump e il governo Lula sono giunti a uno scontro aperto che si consuma contemporaneamente su due fronti cruciali: quello dell’integrità democratica e quello dei dazi commerciali.

L’episodio simbolo della crisi è la decisione del Ministero degli Esteri brasiliano (Itamaraty) di negare i visti d’ingresso a due alti diplomatici americani: Riley M. Barnes e Samuel Samson, funzionari del cosiddetto “Ufficio per la Democrazia e i Diritti Umani” del Dipartimento di Stato statunitense.

A far scattare l’allarme a Brasilia è stata un’inchiesta del Washington Post, secondo la quale la delegazione di Washington si sarebbe dovuta recare in Brasile per raccogliere elementi utili a mettere in discussione l’affidabilità del sistema di voto elettronico.

Nel Supremo Tribunale Federale (STF) brasiliano, i giudici hanno definito la missione “scandalosa e inusitata”, considerandola un tentativo di ingerenza esterna. Il presidente Lula ha reagito con fermezza, dichiarando che “chiunque cercherà di intromettersi nelle elezioni brasiliane subirà una dura risposta”.

Dal canto suo, il Dipartimento di Stato statunitense guidato da Marco Rubio ha respinto ogni accusa, sostenendo che la visita rientrava nelle attività di routine per discutere di “integrità elettorale, libertà religiosa e libertà di espressione”.

Tuttavia, per il governo brasiliano la mossa americana appariva coordinata con le dichiarazioni della destra locale. Pochi giorni prima, il senatore Flávio Bolsonaro (candidato alla presidenza per il partito PL e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro) aveva incontrato diplomatici di oltre 40 Paesi sollevando dubbi sulle urne elettroniche, affermazioni smentite dal Tribunale Superiore Elettorale (TSE).

La mossa di Flávio Bolsonaro scimmiotta quella del padre, avvenuta nel luglio 2022, poco prima di perdere le elezioni per Lula.

Parallelamente al fronte politico, si è inasprito il conflitto economico.

La Casa Bianca ha ufficializzato un doppio pacchetto di dazi sanzionatori nei confronti delle esportazioni brasiliane:

  1. ​Un dazio del 25%, motivato con presunte “pratiche commerciali sleali” adottate dal Brasile ai danni delle aziende statunitensi;
  2. ​Un ulteriore dazio del 12,5%, giustificato da Washington sostenendo che il Brasile non applichi sufficienti controlli sull’importazione di merci derivanti da lavoro forzato.

Ma chi sono i funzionari statunitensi bloccati dal Brasile?

Entrambi si sono resi protagonisti di affermazioni e prese di posizione ideologiche che hanno sollevato accese polemiche internazionali, ben prima del loro scontro con il Brasile.

Samuel Samson è un esponente della nuova leva della destra conservatrice americana. Prima dell’incarico diplomatico ha lavorato in think tank conservatori e organizzazioni politiche (come American Moment). All’interno dell’amministrazione Trump si è distinto per posizioni incentrate sulla difesa della sovranità nazionale e dei “diritti naturali” rispetto alle impostazioni delle istituzioni sovranazionali.

Ad esempio, ha definito i tentativi europei di regolamentare le piattaforme digitali e combattere la disinformazione come una truffa per la censura: ​“L’industria della disinformazione è una truffa per monitorare, censurare e rubare denaro agli americani”.

Per quanto riguarda ​Riley M. Barnes, si tratta di un fanatico religioso che vorrebbe impiantare la Bibbia al posto delle leggi e che provoca scontri diplomatici ovunque vada. Recentemente, anche con paesi alleati degli USA, come la Corea del Sud.

Il loro ruolo al DRL (Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor) non opera secondo le regole della diplomazia tradizionale, ma è conforme a un’agenda politica conservatrice che attacca direttamente i governi stranieri (dall’Unione Europea fino al Brasile) ritenuti “troppo progressisti” o non in linea con la loro visione ideologica.

Il ricorso all’OMC: un’arma spuntata

​In risposta ai dazi, il governo brasiliano ha annunciato l’intenzione di avviare l’iter per l’applicazione della Legge di Reciprocità e di presentare ricorso presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

​Gli stessi diplomati dell’Itamaraty ammettono però che la mossa verso l’OMC avrà una valenza di carattere simbolico, utile soltanto a “marcare la posizione” geopolitica del Brasile. L’Organo di Appello dell’OMC è infatti bloccato dal 2019 proprio a causa del veto posto dagli Stati Uniti sulle nomine dei nuovi giudici, rendendo pressoché impossibile arrivare a una sentenza vincolante.

​L’ipotesi di una ritorsione commerciale spaventa il mondo industriale brasiliano. Associazioni di categoria fondamentali come la Abimaq (industria dei macchinari) e la AmCham Brasil (Camera di Commercio Americana per il Brasile) si sono opposte alla reciprocità, chiedendo di non alimentare una spirale di sanzioni che finirebbe per danneggiare le imprese, la produzione e l’occupazione brasiliane.

​La coincidenza tra pressioni commerciali e mosse diplomatiche ha trasformato le relazioni tra Brasilia e Washington in un vero e proprio terreno di scontro elettorale.

Se da un lato l’amministrazione Trump sembra determinata a esercitare la massima pressione sul governo brasiliano, pur di fare vincere l’estrema destra, come accaduto in altri paesi sudamericani, dall’altro la linea dura adottata da Lula per tutelare la sovranità nazionale mira a compattare l’elettorato contro le indebite e violente ingerenze statunitensi.

Fonti

  1. The Washington Post: “Brazil denies visas to U.S. delegation aiming to impugn election system, officials says” (26/07/2026)
  2. Globo G1: “Itamaraty nega visto a funcionários dos EUA que viajariam ao Brasil para questionar integridade das urnas” (25/07/2026)
  3. Uol: “Governo Lula nega visto à missão do Departamento de Estado dos EUA” (25/07/2026)
  4. The Washington Post: “Trump’s new tariffs on Brazil could ‘tip the election’ for Lula over Bolsonaro” (22/07/2026)
  5. Carta Capital: “Flávio Bolsonaro mente sobre urnas a diplomatas e revive cena que tornou o pai inelegível” (22/07/2026)

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