Alessandro Marchì, 59 anni, Vigile del fuoco del Comando provinciale di Caltanissetta, ha trovato la morte mentre era impegnato nelle operazioni di spegnimento di un vasto incendio divampato ieri mercoledì 22 luglio in contrada Mimiani, nel territorio di San Cataldo.
Un Vigile del fuoco, a 59 anni, può rimanere per tante ore davanti alle fiamme di un violento e disteso incendio?
Le prime informazioni indicano la causa della morte di Marchì in un infarto, ma saranno gli accertamenti sanitari a chiarire con esattezza le cause del decesso.
Un altro Vigile del fuoco, nel corso delle stesse operazioni di spegnimento, ha accusato un malore ed è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Caltanissetta.
Sull’ennesima morte per causa di servizio di un Vvf l’intervento del sindacalista catanese Carmelo Barbagallo, segretario nazionale FISI-Vigili del fuoco:
“Una tragedia enorme che spezza il cuore e, al tempo stesso, fa montare la rabbia nel sangue. Ma al dolore si unisce una rabbia incontrollabile.Fonte
L’ho detto, l’ho gridato e l’ho denunciato più e più volte: le condizioni in cui siamo costretti a operare non sono più sostenibili!
Oggi (ieri, ndr) la tragedia si è compiuta puntualmente, esattamente come avevamo paventato.
Non si può mandare il personale al macello sotto un caldo torrido, con carichi di lavoro massacranti, turni estenuanti, carenze d’organico strutturali e mezzi spesso inadeguati. Quello che è successo nel Nisseno non è solo una fatalità: è la conseguenza diretta di un sistema che ignora le grida d’allarme di chi sta in prima linea ogni giorno a proteggere la vita altrui, mettendo a rischio la propria.
Servono tutele, servono risorse, serve rispetto per la salute e la vita dei Vigili del Fuoco.
Non possiamo e non vogliamo più piangere i nostri fratelli mentre fanno semplicemente il proprio dovere.
Adesso basta con le parole di circostanza.
Pretendiamo risposte immediate.
Ciao Alessandro. Che la terra ti sia lieve”.
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