In un discorso tenuto alla Georgetown University di Washington in occasione della “Serata della Difesa europea”, il commissario alla Difesa europeo Kubilius, ha messo nero su bianco gli orientamenti della Ue in materia di spesa militare e di ambizioni belliciste verso la Russia ma non solo.
Colpisce in un passaggio del suo intervento il livello di integrazione militare raggiunto con l’Ucraina, quella che la Von Der Leyen ha definito come il “porcospino d’acciaio” nel cuore dell’Europa, un po’ come Israele per il Medio Oriente. Il pretesto – perché di questo si tratta nonostante le geremiadi di Calenda e della Picierno – è lo scontro a tutti i costi con la Russia.
Vediamo alcuni passaggi significativi del discorso di Kubilus a Washington.
In primo c’è luogo c’è la riaffermazione dell’asse euroatlantico e della visione di questo come “giardino” da contrapporre alla “giungla”.
“L’equilibrio globale del potere sta cambiando. Cina e India stanno tornando alla leadership economica globale, come lo erano prima che Colombo salpasse per il “Nuovo Mondo”. Per gli USA può essere delicato passare nei prossimi 50 anni dalla leadership economica globale al terzo posto”.
“Un anno dopo la conclusione del nostro accordo su dazi e commercio, vale la pena ripeterlo: gli USA sono la prima economia del mondo. L’Unione Europea è la seconda economia del mondo. Come economie combinate, anche alla fine del secolo, potremmo essere in grado di mantenere la leadership economica globale. Forse. Insieme non dobbiamo temere alcun avversario. Ma da soli e divisi, siamo in pericolo”.
Ma per stare insieme il blocco euroatlantico ha bisogno di una minaccia e di un nemico e per i responsabili della Ue questo nemico è la Russia.
“Il più grande avversario, la minaccia più grande sul continente europeo è ora la Russia. Possiamo scoraggiare l’aggressione russa solo insieme. La Russia spende il 50% del suo budget nazionale per la sua macchina da guerra. La Russia sta producendo più dell’Europa in molti settori e persino degli Stati Uniti e della NATO. E sarà in grado di lanciare 10 milioni di droni l’anno prossimo.
Il Vertice NATO di Ankara lo ha chiarito: la Russia è la più grande minaccia a lungo termine per l’Europa e per la NATO. Per scoraggiare la Russia abbiamo bisogno di un’Europa più forte, per una NATO più forte. Abbiamo bisogno della NATO 3.0”.
Il Big Bang delle spese militari in Europa, è maggiore e più veloce di quanto immaginiamo
“Otto paesi europei stanno già spendendo più degli Stati Uniti per la difesa, in percentuale del PIL. I Paesi Baltici e la Polonia ora spendono più del 5% del loro PIL per la difesa di base. Gli Stati Uniti con il 3,2% sono al 9° posto. E se le tendenze continueranno, entro il 2030 i paesi europei in termini nominali, dollaro per dollaro, euro per euro spenderanno più degli Stati Uniti per la difesa: mille miliardi di dollari. L’Europa si sta mettendo al passo. Un vero big bang della difesa, che rende più forti sia l’Europa che la NATO”.
Un fiume di soldi dall’Unione Europea per l’Ucraina
“È stato positivo anche che al Vertice NATO di Ankara gli alleati abbiano promesso nuovamente: 140 miliardi di euro di sostegno per la difesa dell’Ucraina per quest’anno e il prossimo. L’Unione Europea e gli Stati Membri continueranno il nostro sostegno. Come abbiamo fatto fino ad ora, essendo il più grande sostenitore mondiale dell’Ucraina, con più di 180 miliardi di euro dall’invasione russa.
Gli Stati Membri possono ora utilizzare 150 miliardi di euro in prestiti SAFE per acquistare con l’Ucraina e per l’Ucraina. E ora i soldi del nostro prestito di sostegno all’Ucraina di 60 miliardi, destinati alla difesa dell’Ucraina, stanno iniziando ad arrivare in Ucraina.
Stiamo unendo la potenza industriale dell’Europa e la potenza innovativa dell’Ucraina”.
Nell’intervento di Kubilius, che ricordiamo è un esponente del blocco più guerrafondaio in Europa essendo un baltico come la Kallas, si sottolinea poi la profonda e accresciuta integrazione militare tra Ue e Ucraina. Per i guerrafondai europei siamo ormai alla vera e propria esegesi delle capacità militari ucraine, esattamente come accaduto per troppo tempo con Israele.
Kubilius così afferma nel suo discorso a Washington:
“Ora l’Ucraina non solo riceve sostegno, ma dà anche sostegno. Anche a noi, in Europa. L’Ucraina ha il miglior esercito non solo perché ha i migliori generali e i soldati più coraggiosi. Ma anche perché l’Ucraina ha l’industria e gli ingegneri migliori e più innovativi.
E perché l’industria della difesa ucraina è la più innovativa? All’inizio della guerra, non c’era alcuna richiesta militare da parte dei generali tradizionali dell’Ucraina per droni e per la difesa innovativa.
Stiamo imparando come trasformare la nostra industria e la dottrina di guerra dall’Ucraina. Mettendo l’Ucraina al centro delle nostre iniziative di difesa. Le nostre iniziative sull’innovazione nella difesa, gli acquisti congiunti e la produzione. E l’Ucraina fa parte di progetti di difesa paneuropei come l’Eastern Flank Watch, lo Scudo di Difesa Aerea e lo Scudo Europeo contro i missili balistici.
La scorsa settimana abbiamo firmato il patto industriale di difesa UE-Ucraina. Ed è stata istituita l’alleanza dei droni tra l’industria dell’UE e quella ucraina per produrre congiuntamente sistemi di droni e controdroni. E sono stati annunciati piani per costruire un sistema antibalistico congiunto, basato su missili prodotti dall’Ucraina e cercatori e radar europei. Stiamo unendo la potenza industriale dell’Europa e la potenza innovativa dell’Ucraina”.
In ogni riga di questo intervento del responsabile europeo alla Difesa, trasuda la logica per cui l’Unione Europea sarebbe di fronte ad una sfida esistenziale che richiede e legittima il ricorso alla guerra. La guerra in Ucraina con la Russia è stata una occasione costruita a tavolino dai membri europei della Nato per farne una crisi costituente e dotarsi degli strumenti per farla.
Questi vanno fermati, a tutti i costi, almeno tenendo fuori il nostro paese dal mattatoio che stanno preparando.
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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
28/07/2026
La UE si prepara alla guerra, senza gli Usa ma insieme all’Ucraina
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