Sulla questione della grazia al gioielliere condannato per omicidio Mario Roggero ormai si stanno vedendo e sentendo cose inaccettabili e paradossi che non stanno in piedi. Ma la destra su questo terreno melmoso si muove come un pesce nell’acqua. Il problema – per chi mantiene un minimo di raziocinio e dignità – e che non si deve più giocare sulla difensiva.
A questo punto – e in modo relativamente paradossale – sarebbe legittimo chiedere la grazia anche per Cesare Battisti, scombinando lo schema di gioco che abbiamo davanti agli occhi e buttando la questione tra i piedi della destra e dei forcaioli, costringendoli a balbettare e ad arrampicarsi sugli specchi.
È decisivo precisare che non stiamo parlando di una campagna sui prigionieri politici, come molti potrebbero equivocare. Si tratta di altra cosa. Per quella è dal 1984 che sosteniamo l’ipotesi di una amnistia per i prigionieri come fatto politico.
Stiamo parlando di un’altra questione e cioè di come non piegarsi alle onde lunghe della invasiva e aggressiva propaganda della destra in questa materia, di non limitarci a ripiegare continuamente sugli interstizi della difesa della legalità e dello stato di diritto di fronte a forze che se ne fregano dell’una e dell’altro, ma sul come invece scombinare le carte anche sul loro melmoso terreno.
Se qualche pezzo della sinistra o dell’intellettualità in Italia trovasse il coraggio politico di giocare d’attacco su questo terreno, potremmo assistere a scenari inediti e ai quali la destra – abituata a passarla liscia troppo facilmente – si troverebbe in difficoltà, in Parlamento come nei dibattiti televisivi, negli incontri pubblici come nei bar di quartiere.
Il contesto dei casi Roggero-Battisti parla infatti di gioiellieri condannati perché hanno sparato e ucciso e di chi è stato condannato per aver ideato di sparare e uccidere i gioiellieri che sparano e uccidono. Nel caso Torreggiani Battisti infatti è stato condannato per aver ideato il delitto del gioielliere milanese ma non per averlo commesso materialmente.
A ben guardare si tratta di una montagna di merda comunque la si guardi e di due casi diversi tra loro che non hanno certo provocato simpatie diffuse.
La destra, forcaiola oltre misura nei confronti di Cesare Battisti, cerca invece di creare consenso e simpatia per il gioielliere omicida Roggero, sparando paradossi assurdi e addirittura proposte di legge per far ottenere la grazia a Roggero.
Piuttosto che balbettare di fronte a queste paradossali e vergognose argomentazioni, sarebbe più efficace gettarne altrettante tra i piedi della destra, costringendo loro – in questo caso – a dover fare le precisazioni, a rifugiarsi dietro le sentenze, a fare i distinguo tra caso e caso, a balbettare, in ogni modo a doversi mettere sulla difensiva per affermare che la loro grazia a Roggero sarebbe giusta e quella a Battisti no. E sui doppi standard sappiamo che la partita la perdono.
Con questa destra non si può più giocare pulito né, soprattutto, giocare sulla difensiva.
Come spieghiamo nel nostro editoriale siamo ormai entrati nell’epoca della barbarie, influenzata indubbiamente da una logica suprematista e da un clima di guerra incombente – che dunque prevede sia un fronte esterno che un fronte interno – ma anche dal degrado della stessa civilizzazione capitalistica così come l’abbiamo conosciuta.
Dunque, per dirla con Pertini, “a brigante, brigante e mezzo”.
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