Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

20/07/2026

Bologna. Muore durante l’intervento dei poliziotti al Pilastro

Si chiamava Abderrahim Fakir, era un uomo di 43 anni di origine marocchina ed è morto mentre gli agenti di polizia lo tenevano bloccato a terra dopo avergli spruzzato dello spray al peperoncino.

Questo è quanto avvenuto in via Italo Svevo nel periferico quartiere del Pilastro a Bologna. Alcuni abitanti avevano chiamato la polizia dopo che l’uomo gridava in mezzo alla strada ma senza minacciare nessuno.

Secondo gli agenti l’uomo avrebbe dato dei colpi alla volante della polizia. Gli agenti in presenza anche di alcuni operatori sanitari, avrebbero spruzzato all’uomo spray urticante e schiacciato terra per immobilizzarlo – con una pratica che sta procurando decessi in Italia come negli Stati Uniti e che andrebbe finalmente vietata – e gli hanno messe le fascette ai polsi. A quel punto l’uomo avrebbe accusato un malore ed è deceduto.

Tra i residenti del Pilastro è circolato un video degli ultimi istanti di vita del 43enne. L’uomo griderebbe: “Aiuto, basta, basta” e implora la polizia di non infierire. Nelle immagini si vedrebbero due agenti che lo bloccano a faccia in giù, portandogli le mani dietro la schiena nel tentativo di ammanettarlo. Un terzo uomo, probabilmente un abitante del quartiere, aiuta gli agenti tenendogli le caviglie mentre gli operatori sanitari non sono intervenuti e sono rimasti a guardare. Dopo qualche minuto l’uomo ha smesso di dimenarsi.

L’uomo avrebbe dato in escandescenze all’interno dell’area dei garage di via Svevo creando una situazione di agitazione ma non di pericolo, affermano gli abitanti del quartiere.

“Lui sempre chiedeva aiuto. Non ha fatto niente chiedeva solo aiuto. Era un po’ agitato, chiedeva aiuto, aiuto, aiuto”. A riferirlo ai giornalisti è un abitante dei palazzi di via Svevo.

Dell’episodio circolerebbe anche un video di cinque minuti, filmato dai residenti della zona. Adesso saranno le indagini e gli esami medico-legali a stabilire le cause del decesso e a verificare nel dettaglio tutte le fasi dell’intervento, compreso l’eventuale ruolo avuto dalle tecniche di contenimento adottate dagli agenti.

La deputata Ilaria Cucchi ha annunciato la presentazione di una interrogazione parlamentare su quanto accaduto.

In serata al Pilastro si è tenuta una assemblea popolare (vedi il video) spontanea che ha denunciato quanto accaduto ed ha invocato giustizia per Fakir.

***** 

Verità e giusizia per Fakir!

Come Comitato Popolare Pilastro rilanciamo l’appuntamento per il presidio di questa sera chiamato dalla famiglia, alle ore 20:30 via Panzini all’angolo Italo Svevo.

Oggi al Pilastro si è verificata l’ennesima tragedia che vede coinvolte le delle forze dell’ordine mentre agiscono un fermo spropositato su un uomo cardiopatico, asmatico e in evidente stato di difficoltà la cui unica “colpa” è stata quella di chiedere aiuto sotto un condominio: Fakir purtroppo è stato raggiunto dalla polizia, invece che da un’ambulanza.

Chiediamo immediatamente che vengano accertate le responsabilità sulla morte di Fakir, riguardanti l’operato delle FF.OO, del civile che ha agito tenendolo fermo e degli operatori sanitari che, giunti sul posto, sono rimasti fermi a guardare. Fatti di questo tipo non sono più tollerabili in alcun modo.

Ci stringiamo alla famiglia, e ribadiamo la richiesta di verità e giustizia immediata.

Come ormai vediamo sempre più di frequente nelle nostre città e nei nostri quartieri, fatti gravi di questo tipo non sono isolati: la militarizzazione dei nostri quartieri, il razzismo che imperversa nel paese e anche nelle forze dell’ordine porta poi a questo.

Con rabbia e con dolore, ci vediamo stasera per ricordare Fakir e chiedere verità e giustizia

*****

Fakir come George Floyd: a Bologna è assassinio di stato

Verità e giustizia per Abderrahim Fakir,

Invitiamo tutte e tutti a partecipare all’appuntamento chiamato dalla famiglia alle 20:30 in via Panzini, all’angolo con via Svevo

Oggi è morto a 43 anni durante un intervento di polizia al Pilastro Abderrahim Fakir, fermato e ammanettato dalla polizia mentre chiedeva aiuto durante un malore. Ci stringiamo alla famiglia e alle persone care di Abdrrahim Fakir e a tutto il Pilastro ed esprimiamo tutta la nostra vicinanza alla famiglia in questo momento atroce che sconvolge il rione e tutta la città.

Il video che circola in rete e le testimonianze immortalano la dinamica del fermo e ci riportano alla scena agghiacciate dell’omicidio di George Floyd e di “I can’t breth” e alla morte Ramy all’età di soli 19 anni a Milano Corvetto, con metodi non diversi dalla polizia fascista dell’ICE americana.

Il fatto gravissimo di oggi non è infatti isolato, ma si inserisce in una scia di omicidi da parte delle forze dell’ordine nei quartieri del paese, da Milano a Bologna: questo è anche il frutto dell’attacco ai quartieri popolari che si sta portando avanti, a colpi di tagli ai servizi, militarizzazione con le forze dell’ordine e guerra ai più poveri.

In tutta Europa stiamo assistendo ad un ritorno di politiche e discorsi xenofobi, che danno ulteriore adito a violenze di questo tipo. Si parla di sicurezza, di maggiore presenza di forze dell’ordine e non si interviene minimamente sui problemi che riguardano i quartieri popolari. Sentiamo invece invocare alla remigrazione, alla difesa senza se e senza ma della violenza poliziesca, all’attacco continuo verso le comunità immigrate presenti nei nostri quartieri. Il nostro Governo ha attuato queste politiche a partire dagli ultimi decreti sicurezza inaugurati proprio al Pilastro.

A Bologna, come in tutta Italia, le politiche non sono diverse. Se il governo Meloni spinge sulla repressione e sul controllo poliziesco delle periferie, attaccando i giovani e gli immigrati, il centrosinistra non è diverso da tutto questo. Non solo l’assassinio di oggi, ma poche settimane fa veniva inaugurato l’ennesimo presidio di polizia in Bolognina proprio da Lepore e Piantedosi. La stessa Bologna è stata la prima città ad applicare le zone rosse. Anche qui si diffonde sempre di più la propaganda che vede la forza pubblica (quando non direttamente la violenza sommaria privata) come unico modo di gestire qualunque questione. Lo dimostra una lunga sequenza dall’introduzione del taser fino alle notti cilene del Pilastro.

Al di là di quelle che saranno le “verità giudiziarie”, c’è una verità politica evidente: la canea della deportazione, la distruzione di ogni tessuto preventivo, l’abbandono dei quartieri, producono quotidianamente situazioni che possono finire come oggi al Pilastro.

Saremo a fianco della famiglia e del Pilastro, tra chi lotta per un mondo più giusto in cui non si debba più piangere e urlare per la morte di persone nelle mani dello stato. L’unica sicurezza per i nostri quartieri è quella sociale.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento