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17/07/2026

Tajani voleva l’estradizione di Casimirri dal Nicaragua

Ognuno fa l’imperialista aggressivo con quello che ha... Gli Stati Uniti rapiscono il presidente del Venezuela bolivariano e preparano l’invasione di Cuba socialista? E allora l’Italietta meloniana, con il supporto fiacco della UE ormai votata alla guerra, prova a ricattare il Nicaragua sandinista.

Il ministro degli esteri Tajani, mentre si trovava a Madrid per una riunione del PPE, ricordando la figura di Aldo Moro, ha ricordato che il governo del Nicaragua continua a garantire la presenza nel paese ad Alessio Casimirri, condannato in via definitiva, rifiutando di accogliere le richieste di estradizione da parte della giustizia italiana.

Immune al senso del ridicolo, ha persino detto che l’Italia “continua a improntare la propria azione estera al rispetto del diritto internazionale, del dialogo e della tutela dei valori democratici, e resta aperta al confronto con tutti i Paesi, nel rispetto e nella difesa dei principi di giustizia, libertà e legalità”.

Come dimostra del resto ogni giorno ignorando le decisioni della Corte Penale Internazionale – i mandati d’arresto per Netanyahu e Yoav Gallanti, per esempio, così come prima quello per lo scafista libico Almasri – nonché criminalizzando Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. E soprattutto tacendo fermamente sul genocidio di Gaza perché – ipse dixit – “il diritto internazionale vale fino ad un certo punto”...

In fondo, deve essere il ragionamento, perché infastidire un vicino potente e prepotente come Israele quando si può cercare gloria facile provando a bullizzare un piccolo paese centro-americano pretendendo uno scalpo ultrasettantenne?

Tajani ribadisce, cercando di imitare la postura trumpiana, che “l’Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole, come è già stato chiesto anche con una risoluzione del Parlamento europeo. L’Italia, nel rispetto della memoria delle vittime del terrorismo e dei principi di giustizia, continuerà a difendere con determinazione questa sua richiesta”.

C’è da dire che questo improvviso “ritorno di memoria” sembra in perfetta continuità con quelli che vengono attivati a proposito degli esuli italiani in Francia, di cui ogni tanto viene richiesta l’estradizione e l’arresto, ormai a 50 anni dai fatti, scontando il fatto che – data l’età – ogni volta il numero dei “reclamati” diminuisce per ragioni fisiologiche. Il prossimo tentativo avrà probabilmente per obiettivo le loro salme...

Fuor di ironia, però, dopo diverse richieste di estradizione, andate a vuoto anche durante il governo di destra di Aleman – eh già, in Nicaragua si vota e una volta i sandinisti hanno persino perso le elezioni e lasciato il governo in altre mani... – l’Italia aveva già provato a sequestrare illegalmente Alessio Casimirri in Nicaragua, inviando a questo scopo una squadra dell’allora servizio segreto per l’estero, il Sismi, sotto la copertura di un gruppo di turisti desiderosi di fare una battuta di pesca subacquea.

Casimirri, infatti, atleta esperto che era anche stato nel giro della nazionale italiana di questo sport, univa questa attività a quella di titolare di una ristorante di Managua in cui erano ospiti fissi i principali dirigenti sandinisti. Del resto Alessio era entrato a far parte del movimento poco tempo dopo il suo arrivo nel paese, mettendo a disposizione le sue competenze e capacità fino a meritarsi la cittadinanza nicaraguense.

L’operazione fallì in perfetto silenzio e la squadra fu obbligata a tornare alla base con le pive nel sacco.

Oggi, sull’onda dell’aggressività imperiale contro i governi progressisti latino-americani, l’Italia torna sul tema per mostrarsi “in sintonia”.

Non sembra che questa volta il risultato sarà migliore.

In risposta al nuovo intervento di Tajani per l’estradizione di Casimirri, il Governo del Nicaragua ha notificato al governo italiano l’intenzione di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia.

Quando impazzava il lessico di Beppe Grillo si sarebbe detto quasi un vaffa!

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