Meloni, Salvini e Nordio annunciano la richiesta di grazia per Mario Roggero, il gioielliere incarcerato per avere ucciso gli uomini che avevano rapinato il suo negozio. I giudici l’hanno condannato, chiarendo che le modalità dell’omicidio sono del tutto estranee alla legittima difesa.
Ma le destre sostengono le ragioni del condannato con un'operazione ideologica che travalica la singola vicenda giudiziaria e allude a una precisa idea di giustizia, classista e dispotica. Abbiamo chiesto un parere a Emiliano Brancaccio, professore di economia politica alla università Federico II di Napoli ed esponente della ricerca marxista contemporanea.
Sulla vicenda Roggero, le destre si sono mobilitate. Persino Elon Musk ha dichiarato che bisognerebbe condannare i giudici, non l’imputato. Lei che ne pensa?
Che dobbiamo osservare questi singoli fenomeni come fossero frammenti di una valanga. Da tempo assistiamo a una doppia tendenza, nell’occidente liberaldemocratico e in modo particolare in Italia: le libertà civili e politiche precipitano mentre la tutela del diritto di proprietà si rafforza.
Per esempio, l’indice V-Dem dell’Università di Goteborg ci dice che dall’inizio del secolo l’indice che misura le tutele contro i maltrattamenti compiuti dalle forze dell’ordine è caduto del 10 percento. E negli anni del governo Meloni l’indicatore che misura la tutela delle libertà di riunione e di manifestazione è crollato del 67 percento. I diritti civili e politici, insomma, sono molto meno tutelati rispetto al passato.
Di contro, la Heritage Foundation segnala che nello stesso periodo i dispositivi legali di difesa della proprietà del capitale si sono rafforzati, di oltre 10 punti percentuali. Sono mutamenti di portata storica, eppure per qualcuno ancora non bastano.
In Italia e altrove, le destre intendono accelerare queste due tendenze. E a tale scopo sfruttano ogni occasione, ogni pretesto. Incluso il dramma di Mario Roggero, delle sue vittime e delle rispettive famiglie. Strumentalizzare la tragedia serve a veicolare un preciso messaggio politico: chi difende la proprietà deve godere di impunità. La valanga del diritto deve andare avanti.
Meloni e soci preparano le carte per chiedere a Mattarella la grazia a Roggero. Con quali conseguenze?
La Corte costituzionale ha stabilito che l’istituto della grazia deve esser considerato estraneo all’indirizzo politico del governo. In questo clima, è evidente che non sarà così. La presidenza della repubblica subirà pressioni. Quale che sia l’esito finale, le destre cavalcheranno la vicenda per sostenere l’urgenza di rendere la protezione dei regimi di proprietà privata una cosa sacra, superiore a ogni altra tutela.
Nella narrazione prevalente, dicono che stanno solo invocando un po’ di umana comprensione per il gioielliere che si è fatto giustizia da solo...
In realtà, stanno puntando a un obiettivo molto più grande, che non ha niente di “umano”: vogliono legittimare la violenza privata in difesa della proprietà per accelerare la tendenza generale, che sta già trasformando lo stato di diritto in una sorta di “stato del diritto padronale”. Dove pur di difendere la proprietà vengono soppressi gli altri diritti. E non parlo solo dei familiari dei rapinatori uccisi da Roggero, o dei malcapitati che per caso si ritrovano in mezzo a simili sparatorie.
Mi riferisco, in generale, a tutti coloro che rivendicano un diritto negato da una controparte proprietaria: dai debitori vessati da interessi insostenibili, agli inquilini che contestano contratti capestro imposti dai locatori, agli utenti travolti da bollette fuori controllo, alle associazioni che si vedono sottrarre uno spazio pubblico da qualche multinazionale dell’immobiliare.
Dobbiamo capire che tutto si tiene. Le destre sfruttano casi come quello di Roggero come testa d’ariete per dichiarare che la proprietà privata domina sul diritto. E per imporre mutamenti legislativi più ampi e ambiziosi, totalmente sbilanciati a favore degli interessi proprietari.
Eppure tanta gente prende le parti del governo e chiede la grazia per Roggero...
Perché credono che l’obiettivo sia semplicemente quello di affrontare una specifica tragedia umana, di un uomo che reagisce impulsivamente a un’aggressione.
Non comprendono che simili episodi vengono manipolati dalle forze politiche per piegare la legislazione agli interessi prevalenti: ossia, dare massima tutela a quel risicato 10 percento di popolazione che oggi detiene oltre il 60 percento della ricchezza, e restringere ancor più i diritti del 50 percento di popolazione priva di patrimonio.
Insomma, bisogna ricominciare a capire che la benevolente narrazione del gioielliere che reagisce ai rapinatori è solo un paravento per nascondere qualcosa di completamente diverso e soverchiante: una spietata lotta di classe in atto, del capitale che agisce contro il diritto.
Il direttore di Contropiano.org, ha lanciato una provocazione: se le destre chiedono la grazia per Roggero, bisognerebbe pure chiedere la grazia per Cesare Battista, attualmente all’ergastolo anche per il coinvolgimento con i “proletari armati per il comunismo” nell’omicidio di Pier Luigi Torregiani, il cosiddetto “gioielliere giustiziere”, che era stato accusato di avere ucciso un rapinatore. Che ne pensa?
Sono vicende molto diverse. Tuttavia, se guardiamo quelle due tragedie dal punto di vista delle strumentalizzazioni politiche che hanno ispirato, allora un nesso tra i due casi lo troviamo.
Sta nel fatto che la legittimazione politica della violenza privata in difesa della proprietà e la violenza politica contro la proprietà rappresentano, in fin dei conti, due espressioni speculari di un medesimo obiettivo: la distruzione dello stato di diritto, per come oggi lo conosciamo.
Chiaramente, l’eversione rossa dei “proletari armati” è un fatto storicamente determinato, un delirio politico figlio della sua epoca. Eppure, possiamo dire che l’uso strumentale che le destre stanno facendo di casi come quello di Roggero può esser considerato, a sua volta, una forma di “eversione”.
Dopotutto, la gara di Meloni, Salvini, Vannacci e Musk a chi la spara più grossa in difesa del gioielliere è anch’essa una forma di delirio politico, che tuttavia ha un obiettivo immediato e tangibile: dare una spinta ulteriore alla valanga in atto, documentata dai dati, che sta già schiacciando gli altri diritti in nome di una tutela sempre più intransigente e feroce della proprietà del capitale.
Cosa potrebbe significare una richiesta di grazia a Battisti, portata avanti parallelamente all’iniziativa delle destre per la grazia a Roggero?
In un certo senso, potrebbe rivelarsi un modo per sottrarre l’istituto della grazia presidenziale dalle pressioni politiche del governo. Consentirebbe di chiarire che l’eventuale grazia dei condannati non ha nulla a che fare con la legittimazione né di chi spara compiendo una violenza privata in difesa della proprietà né di chi spara in nome di una violenza politica che vorrebbe vendicare quella violenza privata.
Salverebbe l’istituto della grazia dal rischio che venga interpretato come un “liberi tutti”, un incitamento ad armarsi e a farsi giustizia da soli. E aiuterebbe a disinnescare le provocazioni delle destre, che ogni giorno che passa ci fanno compiere un piccolo passo avanti verso una nuova, nera notte della repubblica.
Fonte
Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
23/07/2026
“Grazia a Roggero? Sia chiesta anche per Battisti”
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