Al mosaico della questione nucleare in Medio Oriente si sta aggiungendo una nuova tessera: l’Arabia Saudita.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Stati Uniti e l’Arabia Saudita, avrebbero concluso un accordo triennale per potenziare la cooperazione in materia di energia nucleare.
L’accordo prevederebbe condivisione e trasferimenti tecnologici in materia di nucleare civile. Inutile dire che questo accordo avrà un effetto potenzialmente dirompente per la regione. Innanzitutto per Israele che dopo essersi opposta anche militarmente al nucleare iraniano guarda ora con preoccupazione all’accordo sul nucleare tra USA e Arabia Saudita, al quale si è sempre opposta.
L’accordo, noto come “1-2-3 Agreement”, permetterebbe all’Arabia Saudita di sviluppare un programma nucleare civile che includerà, dopo uno studio congiunto sulla fattibilità economica, la possibilità di arricchire uranio o riprocessare plutonio sul proprio suolo. E’ stato sottoscritto dal principe saudita Bin Salman e dal Segretario all’Energia statunitense Chris Wright.
In realtà l’ambizione nucleare di Riad era scritta nero su bianco da anni, ed era stata posta come una delle condizioni per l’eventuale firma degli Accordi di Abramo con Israele. Così come è difficile sorvolare sul fatto che l’atomica pakistana sia stata finanziata dall’Arabia Saudita già dagli anni Settanta e che proprio il recente accordo tra i due paesi preveda la copertura nucleare pakistana a Riad in caso di minacce da parte di altre potenze atomiche.
Insomma l’Arabia Saudita non nasconde di vedere l’opzione e semmai anche la deterrenza nucleare nel proprio orizzonte.
La Casa Bianca però dovrà ora tenere conto del parere del Congresso su questo accordo con l’Arabia Saudita. L’accordo non include il principio definito impropriamente Gold Standard, una clausola “che impedirebbe al regno di arricchire l’uranio e riprocessare il combustibile nucleare esaurito, entrambe potenziali vie per la produzione di armi nucleari”.
Questa clausola venne invece imposta nel 2009 agli Emirati Arabi Uniti per la costruzione della loro prima centrale nucleare.
Ma questa limitazione nelle possibilità di arricchimento dell’uranio è anche il fattore principale dell’eventuale accordo sul nucleare iraniano.
L’unico Stato della regione a non esser sottoposto a limitazioni e controlli in materia di nucleare militare è ancora Israele, ravvivando così un doppio standard sempre meno accettabile, in particolare dall’Iran, ma adesso, forse, anche dall’Arabia Saudita.
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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
24/07/2026
Si allarga il mosaico nucleare in Medio Oriente. Israele, Iran e ora l’Arabia Saudita
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