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21/07/2026

In migliaia a Bologna chiedono “Giustizia e verità per Fakir”. La risposta sono lacrimogeni e idranti

Migliaia di persone hanno riempito ieri pomeriggio Piazza del Nettuno a Bologna per chiedere verità e giustizia per Fakir, l’uomo di 43 anni morto durante l’intervento della polizia al Pilastro, il quartiere popolare bolognese più noto e contraddittorio.

Vedere la grande piazza piena di gente che protestava contro un nuovo caso di morte di una persona nelle mani della polizia, non deve essere piaciuto molto a Prefettura e Questura che hanno scelto subito la linea dura sulla gestione della piazza. Non si spiegherebbe altrimenti la pioggia di lacrimogeni caduta sui manifestanti da via Bassi fino al Sacrario dei Partigiani.

Gli slogan – molto ripetuto quello di “assassini” – denunciavano non solo la morte di Fakir ma anche lo scudo penale che con la nuova legge sulla sicurezza assicura l’impunità agli agenti di polizia.

La piazza, dopo gli interventi di denuncia su quanto accaduto, particolarmente toccante quello della giovane nipote di Fakir, ha visto partire un corteo di migliaia di persone in direzione della Prefettura.

C’è stato appena un accenno di spintonamento con lo sbarramento di polizia che blindava la Prefettura (vedi questo video), ma ben presto è partita una nutrita raffica di lacrimogeni e gli idranti. Da alcuni video si desume che alcuni lacrimogeni siano stati sparati anche dall’alto. I manifestanti non sono arretrati e hanno tenuto la piazza fino a tarda sera con grande determinazione.

Qualcuno evocava la possibilità che il Pilastro diventasse come le banlieues francesi, ma a Bologna la rabbia e la richiesta di giustizia è riuscita invece a occupare il centro della città e non la sua periferia.

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