Gorby, l'eroe che ha aiutato a superare lo smarrimento per la scomparsa dell'Unione Sovietica ne era il killer?
Michele Marsonet che oltre ad essere uno studioso è anche un gran curioso, e fa pure rima, è andato a scovare la classica “chicca” trascurata dai trafficanti di notizie all’ingrosso e ne ha tirato fuori il fatto e il ragionamento, cosa che non sempre va d’accordo sull’informazione tradizionale
La notizia è indubbiamente sorprendente, ma pure assai significativa. Si apprende oggi che un gruppo di deputati della Duma, appartenenti a diverse formazioni politiche, ha preparato un documento in cui è richiesto al Procuratore generale della Federazione russa, Yuri Chaika, un’indagine ufficiale sugli eventi che portarono al crollo dell’URSS.
Nel documento si ipotizza anche la possibilità di avviare eventuali procedimenti penali nei confronti dell’ultimo segretario del PCUS, Mikhail C, e dei suoi più stretti collaboratori.
Quali sono le motivazioni di una mossa che, come dicevo all’inizio, è per molti versi sorprendente? Per spiegarla i parlamentari firmatari del documento sottolineano il fatto che i cittadini – a quei tempi – sovietici in un referendum si espressero a grande maggioranza in favore del mantenimento dell’unità della ex URSS. E, a loro avviso, Gorbaciov e numerosi alti dirigenti sovietici commisero dei veri e propri atti illegali che portarono in tempi incredibilmente brevi al collasso della Federazione.
Il deputato del partito LDPR, Mikhail Degtyarev, ha dichiarato a tale proposito che “le conseguenze del 1991 sono evidenti nella cronaca attuale. La gente sta morendo a Kiev e morirà per colpa di chi, tanti anni fa, al Cremlino decise di distruggere il Paese”.
Va detto per dovere di cronaca che il suddetto partito è noto per aver assunto in più occasioni delle posizioni piuttosto stravaganti, cosa del resto comune nella Russia di oggi. E tuttavia si deve anche rilevare che i deputati promotori dell’iniziativa appartengono a formazioni politiche diverse, e non solo agli eredi ufficiali dell’ex PCUS.
Tutto ciò fa capire quanto sia profondo in ambito russo il rimpianto per lo Stato sovranazionale che, bene o male e con tutti i suoi limiti, contendeva agli Stati Uniti la leadership mondiale. E spiega, inoltre, la persistente popolarità di Vladimir Putin, fonte di continua sorpresa per gli osservatori occidentali.
Ovviamente non possiamo sapere come andrà a finire e se, per esempio, il Procuratore generale prenderà sul serio l’iniziativa avviando i procedimenti penali richiesti.
Ma un fatto è certo. La popolarità di cui Gorby gode in Occidente non è affatto condivisa dai suoi concittadini, e neppure da molti abitanti delle ex repubbliche sovietiche ora indipendenti. Come sempre, la storia si presta a interpretazioni diverse e anche radicalmente divergenti. E nessuno può garantire che l’opinione prevalente sia anche quella più corretta.
Fonte
Grazie al cazzo che Gorbaciov non è popolare tra i suoi concittadini. Con tutti i limiti democratici stranoti l'URSS garantiva comunque un lavoro, una casa e un pasto caldo al giorno a chi ci viveva. Tumulato il sogno comunista, invece, la Russia s'è trovata improvvisamente ad essere una comprimaria del mondo per 15 anni abbondanti e cosa ancor peggiore ha visto crollare le aspettative di vita della propria popolazione che ad oggi sono ancora ben distanti da quelle di cui "godeva" un sovietico all'interno del regime comunista.
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